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02.01.2018

Boom di anziani L’Ulss incrementa cure e assistenza

Anziani a passeggio: nella Bassa gli ultra 65enni sono in  aumento
Anziani a passeggio: nella Bassa gli ultra 65enni sono in aumento

Fabio Tomelleri La Bassa ha i capelli sempre più grigi. E l'Ulss 9 Scaligera corre ai ripari potenziando i servizi sul territorio. Nel corso dell'ultimo anno, infatti, nei 25 Comuni dell'ex Ulss 21 di Legnago la popolazione ultra 65enne è cresciuta da 33.129 a 33.688 persone. È quanto emerge dai dati elaborati dall'unità di Attività specialistiche del distretto 3 dell'Azienda sanitaria. Tutto ciò ha quindi ulteriormente aumentato il divario esistente tra la fascia di popolazione con l'età più avanzata e quella comprendente i bambini ed i ragazzi tra i 0 ed i 14 anni, i quali si sono ridotti da 21.915 a 21.797 unità. Di conseguenza, l'Ulss ha registrato un incremento delle richieste di assistenza sanitaria e sociale riguardanti proprio gli anziani. «Dal 2011 ad oggi», evidenzia il dottor Ferdinando Vaccari, responsabile dell'unità di Attività specialistiche del distretto della pianura, «l'indice di invecchiamento della popolazione territoriale è aumentato, tanto che il rapporto è passato da 140 a 155 anziani ogni 100 giovani con meno di 14 anni». Pertanto, i residenti con oltre 65 anni rappresentano oggi il 21,4 per cento dei 154.585 abitanti dei 25 centri del Basso veronese. «Sul totale degli over 65», prosegue Vaccari, «in generale la metà ha bisogno di cure e prestazioni, mentre l'altro 50 per cento è in buona salute». Il resoconto dell'Ulss conferma il trend in crescita dei ricoveri, anche se alcuni hanno una durata di pochi giorni, di pazienti della terza età nelle 16 case di riposo della pianura. In 12 mesi, difatti, gli anziani ospitati sono saliti da 1.462 ad oltre 1.500. Tutto questo, a fronte di una disponibilità di 1.203 posti letto per autosufficienti e non. «Le presenze di utenti di età avanzata non autonomi nelle varie strutture», prosegue Vaccari, «sono cresciute per effetto dell'incremento dei progetti assistenziali temporanei a supporto della domiciliarità. Tra questi vi è l'iniziativa riguardante gli anziani che hanno riportato fratture e sono impossibilitati a muoversi dopo le cure. Oltre a quella rivolta alle persone affette da decadimento cognitivo e disturbi comportamentali». Tale potenziamento di attività nelle case di riposo ha ridotto, di conseguenza, i ricoveri inappropriati e le giornate di degenza dei pazienti all'ospedale. L'assistenza delle persone della terza età in istituti e centri diurni della Bassa è stata sostenuta dall'Ulss 9 con una spesa di oltre 14 milioni di euro. Per ciò che concerne i pazienti seguiti a domicilio da medici ed infermieri dell'Azienda scaligera, il numero di utenti è salito in 12 mesi da 4.809 a 5.388. L'impegno da parte dell'Ulss è stato consistente anche sul fronte degli anziani curati direttamente a casa dai loro familiari. I beneficiari delle Impegnative di cura domiciliari (Icd), ovvero i fondi che hanno sostituito i vecchi assegni di cura, sono lievitati in un anno da 1.070 a 1.149. A fronte di tale incremento, il totale delle somme erogate per assistenza e terapie è rimasto pressoché stabile, attorno ad 1,7 milioni di euro. Con contributi che variano, per ciascun nucleo familiare, da 120 a mille euro al mese, in base alla gravità delle condizioni del malato. Raffaele Grottola, direttore dei Servizi socio-sanitari dell'Ulss 9, indica quali sono gli obiettivi scelti per salvaguardare la salute degli anziani della Bassa: «Il nostro scopo principale è realizzare un sistema integrato di servizi domiciliari, residenziali e semi-residenziali che promuovano e sostengano la permanenza delle persone non autosufficienti a domicilio, nel proprio contesto di vita. Vogliamo che gli anziani vengano recuperati, evitandone l'emarginazione nella società. I vari progetti mirano a favorire il più possibile l'autonomia degli utenti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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