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10.08.2018

Anziano infettato
da una zanzara
«Sono miracolato»

Una zanzara Culex come quella che ha infettato l’anziano di Albaredo
Una zanzara Culex come quella che ha infettato l’anziano di Albaredo

Salvato dal virus della West Nile dopo due settimane bloccato a letto con la febbre. Silvano Zuliani si sente un miracolato. È appena stato dimesso dal Centro malattie tropicali dell’ospedale di Negrar, dopo aver contratto il virus West Nile, ed è ancora scosso per quello che gli è accaduto. Se è vero che l’infezione causata dalla puntura di zanzare infette (in particolare del tipo Culex) porta a complicazioni letali solo nello 0,1 per cento dei casi, è vero altresì che un anziano residente in un Comune della Bassa ricoverato al «Mater salutis» di Legnago a fine luglio è deceduto. Perciò l’infezione non va assolutamente presa alla leggera. Ed è necessario rivolgersi subito al medico.

 

Zuliani ha 78 anni. Abita in un quartiere residenziale vicino al centro di Albaredo, ha sempre lavorato nel settore della produzione e del commercio di diluenti ed ancora oggi non manca di fare qualche giro in azienda. È un uomo robusto, dinamico, non dimostra l’età che ha e non si ammala spesso. Lo scorso 23 luglio, durante un giro in città a Verona si è sentito mancare. Aveva giramenti di testa e non riusciva a camminare. Poi la sensazione di spossatezza è passata ed è tornato a casa. La sera, però, è salita la febbre. Lui e la moglie hanno pensato ad un colpo di calore, non certo eccezionale in questo periodo con il termometro che sfiora spesso i 40 gradi e un’umidità alle stelle. Hanno proseguito la terapia a base di antipiretico tutta la settimana fino al sabato successivo, quando hanno deciso di recarsi al Pronto soccorso di San Bonifacio.

 

Il pensionato è stato tenuto in osservazione per tutta la giornata, poi è stato mandato a casa con una sospetta infezione alle vie respiratorie. «Gli unici sintomi che avevo erano il malessere generalizzato provocato dalla temperatura corporea elevata, debolezza e mal di testa, nient’altro, perciò non riuscivo a capire perché la febbre non passava», racconta Zuliani. La notte fra il 28 e il 29 luglio la situazione è precipitata. L’uomo non reagiva più agli stimoli, sembrava caduto in uno stato di semi incoscienza. Domenica mattina, i familiari del 78enne l’hanno perciò caricato in auto e trasportato all’ospedale di Negrar dove il «Nat test» ha dato il responso sulla positività al virus West Nile. Zuliani è stato ricoverato e curato fino alla completa guarigione, avvenuta nei giorni scorsi. Poiché non si tratta di un’infezione batterica, bensì virale, i trattamenti comprendono fluidi intravenosi e respirazione assistita. «Abbiamo preso un bello spavento», confessa ora, sollevato, il 78enne.

 

«Non mangiavo nulla, ho perso sei chili in due settimane. E pensare che a casa mia avevo pure fatto la disinfestazione contro le zanzare, per poter rimanere in giardino senza essere aggrediti dagli insetti durante la bella stagione», sospira. Se gli si chiede quando pensa di essere stato punto non sa rispondere. «Chi lo sa, è difficile stabilirlo, le zanzare sono ovunque, specie in un paese di campagna come Albaredo. Con il caldo umido sono molto aggressive», osserva il pensionato. Per i parenti dell’uomo non è stata decisa alcuna profilassi particolare. Bisogna infatti ricordare che l’80 per cento delle persone punte da una zanzara infetta non sviluppa alcun sintomo. Un altro 19 per cento ha qualche linea di febbre. Solo un paziente ogni cento corre il pericolo di sviluppare una grave forma di encefalite o altre infiammazioni cerebrali, che però non è detto siano mortali. «Ora mi possono pungere tutte le zanzare che vogliono: sono diventato immune», ci scherza su, ma nemmeno poi tanto, Zuliani, ringraziando i medici di Negrar per la professionalità e l’umanità che hanno avuto nei suoi confronti nei difficili momenti in cui l’infezione era al picco. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola Bosaro
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