Ca' del Bue, ma il sindaco Avesani conosce le norme?

Restiamo a dir poco "basiti" dalle richieste del sindaco Valerio Avesani del comune di San Martino Buon Albergo che - dalle sue ultime dichiarazioni apparse sui giornali il 13 Agosto - sembrerebbe...
16/08/2010

Restiamo a dir poco "basiti" dalle richieste del sindaco Valerio Avesani del comune di San Martino Buon Albergo che - dalle sue ultime dichiarazioni apparse sui giornali il 13 Agosto - sembrerebbe non aver mai assistito ad una conferenza sugli inceneritori. Ci riferiamo agli incontri organizzati a San Giovanni Lupatoto ai quali erano presenti proprio i sindaci dei tre comuni vicini a Ca' del Bue, lui compreso (con l'assenza dei rappresentanti del comune di Verona).

La prima richiesta del sindaco riportata sull'articolo è che per l'inceneritore di Ca' del Bue, che ricordiamo è definito dalla legge industria insalubre di classe 1, vengano utilizzate le migliori tecnologie. Rimaniamo di stucco dato che è la stessa cosa ribadita dall'Assessore Regionale all'Ambiente Maurizio Conte. Il fatto che ci lascia veramente stupiti è che questi impianti, per poter essere autorizzati, devono per legge utilizzare le cosiddette BAT (Best Available Technologies- migliori tecnologie disponibili) altrimenti non potrebbero nemmeno essere attivati. Ci chiediamo quindi se Avesani e lo stesso assessore Conte, non conoscano la normativa che riguarda questi impianti e come possano chiedere come paletti cose che dovrebbero essere applicate per legge.

Il sindaco di San Martino poi continua dicendo che chiederebbe "...garanzie da un punto di vista ambientale e sanitario". Vogliamo ricordare per l'ennesima volta, che ci sono innumerevoli studi medico scientifici che hanno mostrato come gli inceneritori possano essere un pericolo per la salute della popolazione, senza contare i gravi incidenti che si sono ripetuti anche recentemente in questi mesi, da ultimo il caso dell'inceneritore di Falascaia a Pietrasanta (Lucca) sotto accusa per l'inquinamento da diossina di due torrenti limitrofi.

Il fatto che il sindaco Avesani punti anch'esso su una commissione che, invece di studiare i modi per disinquinare la già compromessa situazione di Verona, calcoli un cosiddetto "punto zero" ci fa capire che sembra non essere ancora chiaro al mondo della politica che a Verona e provincia c'è bisogno di intervenire perché siamo in una situazione che vede già la città scaligera sotto procedura di infrazione da parte della Commissione Europea per aver superato i parametri fissati.
Come si può parlare oggi di "punto zero" dato che siamo nella condizione (descritta nell'ultimo rapporto sanitario annuale dell'Ulss20 del 2008) in cui assistiamo ogni anno a Verona alla morte prematura da un minimo di 10 ad un massimo 90 persone per effetti acuti che intervengono entro 4 giorni dai picchi di inquinamento. Ci auguriamo quindi che i nostri politici non considerino più "punto zero" le persone che se ne vanno ogni anno per gli effetti legati al troppo inquinamento.

Che sia chiaro che se un inceneritore superasse i parametri di legge dovrebbe essere immediatamente fermato, diremmo che la cosa dovrebbe essere più che ovvia. Purtroppo però nel nostro paese, si sono verificati ripetuti casi in cui sono dovute intervenire le associazioni e i comitati dei cittadini con numerose segnalazioni alla magistratura per far chiudere impianti che sforavano i limiti consentiti. Sembrerebbe quasi che i nostri amministratori conoscano condizioni in cui impianti che sforano la quantità di emissioni consentite, non vengano fermati, ma a questo non vogliamo nemmeno lontanamente pensare.

Il fatto che il sindaco chieda che i cittadini possano essere costantemente informati sulle emissioni dell'inceneritore, è solamente un ribadire quanto già affermato dalla leggi comunitarie, già ratificata anche dall'Italia, che prevede che: "Ciascuna Parte provvede affinché, nel quadro della propria legislazione nazionale, le autorità pubbliche mettano a disposizione del pubblico le informazioni ambientali in modo trasparente e ne assicurino l'effettiva accessibilità ". Sembrerebbe che si continui a chiedere cose già previste per legge e che dovrebbero essere già messe in pratica.

Una ulteriore richiesta inserita nell'articolo è che vengano realizzati degli interventi che possano ridurre il danno della sommatoria di inquinamenti (dato che Ca' del Bue andrà ad appesantire ulteriormente la nostra situazione già abbastanza pesante, come citato nella Relazione Sanitaria 2008 dell'Ulss 20). Per questo punto non possiamo far altro che chiederci se il sindaco abbia compreso che l'unico meccanismo valido per sistemare la situazione ambientale in cui ci troviamo è andare a togliere delle emissioni, non aggiungerne delle altre come farà l'inceneritore.

Sull'ultimo punto, quello della comunicazione, possiamo solo far notare al sindaco Avesani come il comune di San Giovanni Lupatoto abbia richiesto da tempo un incontro con l'assessore regionale all'ambiente e non riesca ad ottenerlo. Verona Reattiva ha richiesto di poter partecipare a questo eventuale incontro per una maggiore trasparenza nei confronti dei cittadini e di poter filmare il tutto per una maggiore partecipazione della popolazione. Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
Nostre ripetute richieste di incontri pubblici per un serio confronto in presenza di esperti e della cittadinanza, sono state inviate al sindaco di Verona Flavio Tosi. Ad oggi, nonostante siano passati ormai più di due anni dalla nostra prima richiesta, non abbiamo ricevuto alcuna disponibilità per riuscire ad avere questo dialogo e confronto pubblico.

Non vorremmo che per la comunicazione sull'inceneritore, si seguissero solamente le linee guida presentate dalla società incaricata (vedi relazione sulla prima fase di attività a riguardo di Ca' del Bue) di cercare di far accettare un inceneritore alla popolazione veronese, quasi come se si trattasse di qualsiasi prodotto da pubblicizzare..

Il sindaco di San Martino Buon Albergo sembrerebbe aver dimenticato che gli inceneritori non eliminano affatto le discariche: per Ca' del Bue dovrà essere individuata una discarica di supporto (all’ inceneritore) la cui ubicazione potrebbe essere nello stesso comune di San Martino Buon Albergo vista la vicinanza all’ impianto e l’ esistenza di discariche nel territorio comunale.

Ricordiamo al sindaco Avesani che già alla fine del '700 Antoine Lavoisier- enunciò la “legge della conservazione della massa”: «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.»; dei rifiuti bruciati dall’ inceneritore solo il 30% rimane sotto forma di ceneri, il resto svolazzerà liberamente nell'aria che respireremo che diventerà una sorta di "discarica invisibile", ma non per questo meno presente e meno reale.

Ricordiamo anche al sindaco Avesani che l'inceneritore e la raccolta differenziata sono antitetici, come già ricordato anche da Andrea Zorandi, segretario della sezione di Parma della Lega Nord. Del resto negli inceneritori a bruciare è la plastica, il legno e la carta, non di certo altri materiali come ferro, ceramiche oppure vetro che non hanno un alto potere calorifico..

Dispiace leggere dalle dichiarazioni del sindaco di San Martino Buon Albergo, che non ci si batta per far valere il "Principio di precauzione" e che ci si accontenti invece di assicurazioni che non ci possono essere, visto quanto già sopra ribadito. Ci auguriamo che siano ben altri i passi che il sindaco Avesani possa compiere per fermare la costruzione di un impianto assurdo che potrebbe mettere a rischio la salute dei suoi cittadini, di cui lui è responsabile in prima persona.

Daniele Nottegar,
Presidente dell’ associazione Verona Reattiva
3497902281
daniele.nottegar@gmail.com




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