«Sondaggio sul traforo? Il Comune può cambiare l'esito!»
E la Swg replica: «Quereleremo, nessuno insinui»

Le condizioni del sondaggio commissionato alla Swg sull'indice di gradimento del traforo delle Torricelle prevedono che «i risultati del servizio sono di esclusiva proprietà del committente il quale potrà darne o meno esecuzione, come anche introdurvi nel modo e con i mezzi che riterrà più opportuni, tutte le variazioni ed aggiunte»
16/08/2010
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Sul traforo delle Torricelle s'è acceso un duro scontro fra Comune e Tribunale in merito al referendum

Un documento di 18 pagine e una spesa di 19 mila euro più Iva per prendere in giro i veronesi.
L'incredibile iniziativa, che porta la data del 22 giugno 2010, è del dirigente Ufficio stampa e web del Comune di Verona.

Di cosa si tratta? Del sondaggio sull'indice di gradimento del traforo delle Torricelle, l'autostrada che con il pretesto di snellire il traffico locale farà passare per la città auto e camion provenienti dall'Est Europa e diretti al Brennero.

Ma dove sta l'inghippo di questo studio commissionato alla ditta Swg srl di Trieste?
Nell'allegato 1 del documento che, pubblicato all'albo pretorio in Comune, porta il titolo: «Foglio, patti e condizioni per l'affidamento del servizio di audit dell'opinione dei cittadini veronesi sul traforo delle Torricelle».

Al punto 8 dell'allegato, dopo aver spiegato che l'indagine riguarderà un campione di 1.400 veronesi, sta infatti scritto: «Proprietà e diritti: i risultati, anche parziali, del servizio espletato sono di esclusiva proprietà del committente il quale potrà a sua insindacabile scelta e giudizio, darne o meno esecuzione, come anche introdurvi nel modo e con i mezzi che riterrà più opportuni, tutte le variazioni ed aggiunte che a suo insindacabile giudizio saranno ritenute necessarie, senza che da parte del fornitore possano essere sollevate eccezioni o richiesti compensi di sorta».

È incredibile come l'Swg srl, che già nel 2003, 2005 e 2009 ha messo le sue competenze a disposizione del Comune, possa sottostare a una simile condizione senza porsi il problema che in ballo c'è la sua reputazione.

Stiamo infatti raccogliendo il parere dei più autorevoli sondaggisti, a partire da Renato Mannheimer che il nostro giornale aveva chiamato in causa, per verificare quanto sia opportuno che una ditta specializzata esegua un sondaggio con la clausola che il committente possa poi variare il risultato a suo piacimento.

Un po' meno incredibile – perché è già successo – che chi governa a Verona (Lega-Pdl) si riservi la facoltà di cambiare le carte in tavola nella convinzione che cittadini, organi di controllo, magistrati siano solo un'accozzaglia di imbecilli.

Infatti l'amministrazione, per evitare il referendum che chiede di valutare preventivamente l'impatto sulla salute del traforo, il 30 giugno con una delibera aveva approvato una convenzione che affidava a una commissione dell'Istituto superiore di sanità (Iss) dei compiti precisi.

Per svuotare di senso il referendum e chiederne quindi la sospensione, nella delibera il quesito referendario sulla salute è riportato tale e quale, ma nella convenzione non se ne rinviene la sostanza: il documento, che stabilisce il tipo di prestazione che la commissione Iss deve fornire, si concentra molto sulla necessità di monitorare la situazione dopo l'esecuzione del traforo, mentre della valutazione preventiva, che è nell'interesse di tutti conoscere, non rimane che una labile traccia.

E anche qui l'amministrazione si riserva il diritto di decidere se e in che misura divulgare i risultati dello studio.
Deve essere stato questo uno dei motivi che nei primi giorni di agosto ha spinto il tribunale di Verona a giudicare il compito affidato dall'amministrazione alla commissione non super partes, come richiesto nel quesito referendario, spianando così la strada verso la consultazione popolare.

La reazione del sindaco, che ha riesumato tutta la retorica delle toghe politicizzate, è stata rozza e scomposta, senza un minimo di autocritica.
Infatti se Tosi interpretasse meglio il proprio ruolo istituzionale non ricorrerebbe a certi mezzi assai discutibili.

Avrebbe ad esempio messo gli esperti sanitari nelle condizioni di stabilire loro quale studio eseguire per verificare quello che a tutti veronesi sta a cuore: verificare ora (e non a lavori eseguiti) se e quanto il traforo è nocivo alla salute.

Questo tipo di studio esiste: si chiama Vis (valutazione di impatto sanitario) e risponde a precisi protocolli scientifici internazionali, svincolati da qualsiasi ingerenza da parte del committente.
E forse alla necessità di condurre un indagine di questo livello avrebbe dovuto fare più esplicito riferimento l'ordinanza del tribunale, evitando così qualsiasi polemica.

Giorgio Montolli
(Verona in)


La replica della Swg:
La polemica nata sull'articolo 8 dell'allegato alla determina con cui il Comune ci affida il sondaggio sul traforo delle Torricelle presuppone che la società incaricata sia disposta a modificare i risultati che rileva sulla base della pressione di qualcuno: noi non cambieremo di una virgola i risultati su pressione di nessuno.

Quereleremo chiunque metta in dubbio anche solo velatamente la correttezza dell'istituto. Quello è un contratto standard, e il significato di quella frase all'articolo 8 è che il committente può chiedere l'inserimento di più temi su cui interrogare i cittadini.




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1 marcomenin 14/08/2010 21:40 6 commenti

il 5 agosto l'Arena parla del sondaggio commissionato a SWG: quelle fra virgolette sono le parole del giornalista, che a sua volta sembra citare il nostro sindaco: "Nei mesi scorsi il sindaco Tosi aveva detto che il sondaggio servirà «per sapere ciò che già sappiamo». E cioè, a suo dire, che i veronesi sono favorevoli al passante nord". Pare di capire che se il sondaggio non dovesse corrispondere a quanto già si sa, sarebbe possibile al committente del sondaggio stesso introdurre le variazioni e aggiunte ritenute opportune. Spero che ci sia una smentita circostanziata a queste notizie, perché in caso contrario questo comportamento sarebbe un grave indice di malafede e spregio dell'opinione pubblica.

2 marlui46 14/08/2010 18:23 647 commenti

Mi meraviglio che la redazione web de L’arena.it non abbia considerato questa notizia degna di prima nota e messa nella Home Page. Se questi, rappresentati da Montolli, sono i metodi scientifici usati dal Comune per rappresentare l’opinione dei cittadini sul “Traforo” era meglio risparmiare quei soldi (per usarli invece in un sondaggio informato), tanto il risultato è comunque assicurato! Sono tecniche da Minculpop o da KGB.

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