giovedì 23.05.2013 ore 19.05

TeleArena Radio Verona
Google+ Feed RSS

dalla home

12.09.2012

Ufficio da 35mila euro?
E all'Agec è caso Croce

SOLDI E POLITICA. Ieri faccia a faccia con il sindaco, oggi il caso approda in Giunta comunale. Nel mirino la sostituzione degli arredi. E ora il suo posto è a rischio Lui nega: «Nessun acquisto, si è solo adeguato l'impianto elettrico»

Il presidente dell'Agec Croce

Il presidente dell'Agec Croce
  • Aumenta
  • Diminuisci
  • Stampa
  • Invia
  • Commenti 19

Verona. Spreco di risorse pubbliche per cambiare gli arredi del suo ufficio o costi necessari per compiere interventi di manutenzione straordinaria? Michele Croce, presidente dell'Agec, ieri ha fornito al sindaco Flavio Tosi la propria versione sui lavori che hanno provocato polemiche durissime nei suoi confronti. Si era parlato, infatti, di spese per quasi 50mila euro solo per sostituire la mobilia. Il presunto scivolone, se fosse confermato, metterebbe addirittura a rischio la permanenza di Croce al vertice dell'azienda. Oggi, intanto, il sindaco informerà la Giunta comunale sul caso e sulle spiegazioni fornitegli dal presidente nel faccia a faccia svoltosi ieri in municipio. Nei prossimi giorni ne discuterà anche il cda dell'azienda. «Sul mio conto, e ricordo che per il mio incarico non prendo alcun compenso, così come i consiglieri», si difende Croce, «sono state dette solo falsità: non ho fatto acquistare nessun tappeto, nessun lampadario, nessuna nuova scrivania e nessun divano o poltrona per il mio ufficio. La scrivania, le sedie e il tavolo per le riunioni sono rimaste quelle che ho trovato al mio arrivo in azienda e i lavori, costati circa 35mila euro, si erano resi necessari per adeguare l'impianto elettrico alle norme di sicurezza sia nell'ufficio che nella segreteria mia e del direttore generale, per aggiustare i serramenti da cui entrava acqua, per ritinteggiare le pareti di bianco togliendo lo spatolato, rovinato in più punti, che risaliva alla presidenza Bravo, e per sistemare il parquet, sollevatosi per l'acqua entrata durante la tromba d'aria di luglio.  Gli unici acquisti», continua, «riguardano alcuni schedari, portafascicoli muniti di serratura, a tutela della privacy». Secondo Croce l'intervento era necessario anche per «salvaguardare un edificio cinquecentesco contenente opere di Dall'Oca Bianca». E assicura di «aver chiarito tutto» con il sindaco. «Sicuramente», esclama, «le voci diffamanti sono state divulgate da qualcuno cui hanno dato fastidio le mie iniziative per la legalità, ma non ci fermeremo». Croce non fa nomi di «traditori» ma promette rappresaglie: «Ne risponderanno in tribunale». Ma le polemiche non si placano. Con una nota sul sito del partito, il segretario provinciale del Pd Vincenzo D'Arienzo parla di «schiaffo alle difficoltà di tante famiglie se fosse confermato che l'Agec ha speso migliaia di euro per sistemare uffici». E aggiunge: «Proprio oggi un amico mi ha parlato di un disabile in carrozzina che aspetta da più di un anno che l'Agec gli faccia lo scivolo per poter entrare e uscire da casa senza problemi, per non parlare di tante famiglie che vivono in alloggi da ristrutturare, con muffe e umido».E.S.

Commenti 19

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto e vagliato. I commenti o le parti ritenute inadatte o offensive non saranno pubblicate.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di