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11.08.2012

Catullo, il rilancio in fase di decollo

IL FUTURO DELL'AEROPORTO. Via libera dell' assemblea per procedere con il piano industriale presentato alla fine di luglio. Sì all'aumento di capitale di 15 milioni, adesione di tutti i soci. Resta il nodo dello scalo di Montichiari

Aerei sulla pista dell'aeroporto Catullo di Verona-Villafranca. La società gestice anche lo scalo D'Annunzio di Brescia-Montichiari

Aerei sulla pista dell'aeroporto Catullo di Verona-Villafranca. La società gestice anche lo scalo D'Annunzio di Brescia-Montichiari
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Verona. Più ossigeno per volare più in alto. Cioè creare lavoro e ricchezza per il territorio. Così, via libera dell'assemblea straordinaria dei soci alla ricapitalizzazione dell'aeroporto Catullo, di 15 milioni. È linfa vitale per scongiurare un 2012 in linea con l'anno scorso — perdite di 26,6 milioni — e garantire l'equilibrio finanziario, ma soprattutto per procedere con il piano industriale di rilancio, presentato il 27 luglio. La società resta però alle prese con alcuni scogli, fra cui quello posto dal sistema Brescia che scalpita per fare sì che lo scalo D'Annunzio di Montichiari venga rilanciato e non sia destinato a essere il parente povero del Catullo di Verona-Villafranca. Gli altri due nodi sono i voli low cost con Ryanair, che non hanno prodotto i risultati sperati, e le perdite di Avio handling, società che svolge i servizi a terra. Su mandato del Consiglio di amministrazione, quindi, l'assemblea dei soci (presente per l'82 per cento) in cinque minuti ha dato il via libera, pur contrarie la Provincia di Bolzano e astenutesi quelle di Brescia e Mantova. Non è detto però che tutti i 15 milioni vengano versati: al momento sono una decina quelli disponibili. «È un segnale di fiducia per il rilancio degli aeroporti che stiamo percorrendo», dice il presidente del Catullo Paolo Arena, che sottolinea il ruolo del territorio nel condividere lo sviluppo. «SI CALCOLA che ogni passeggero che passa dal nostro aeroporto porta un indotto dai 120 a 420 euro», spiega Arena, «e quindi siamo impegnati nello sviluppare nuove rotte». La società punta in pratica a bilanciare il traffico in uscita, più remunerativo per l'aeroporto, con quello in entrata, che rende al territorio (oggi sono 70 per cento e 30). Resta il nodo Montichiari. Stefano Dotti, assessore all'ambiente della Provincia di Brescia giunto al posto del presidente Daniele Molgora non le manda a dire, motivando l'astensione all'aumento di capitale. «Non c'è la volontà di rilanciare il D'Annunzio, sia per le merci che per i passeggeri», sbotta dopo l'assemblea, «mentre le potenzialità ci sarebbero, a Brescia. È ora finalmente che qualche vettore entri a Montichiari e lo faccia funzionare». Arena ribatte: «In passato la società ha investito a Montichiari circa 80 milioni, però le perdite sono state altrettante. Noi crediamo abbia delle possibilità di sviluppo, per esempio sfruttando le celle frigorifere per lo stoccaggio dei medicinali. Insomma, vogliamo che produca reddito». Carmine Bassetti, direttore generale del Catullo: «Gli operatori del territorio bresciano devono fare la loro parte. Se le merci di quell'area partissero da Montichiari e non da Monaco l'aeroporto tedesco perderebbe il 50 per cento del volume». Hanno aderito all'aumento la Provincia di Verona, secondo socio con il 16,048 per cento, e la Camera di Commercio di Verona, primo socio con il 23,3. «HO VOTATO l'adesione all'aumento perché dopo la fase della pulizia ora ci vuole il rilancio», dice il presidente della Provincia Giovanni Miozzi, «e noi lo appoggiamo. Per noi, dopo la spending review che ci ha tagliato 6,5 milioni, non è un momento facile. Adesso si tratterà di mettersi subito al lavoro per capire dove trovare i soldi necessari», conclude, riferendosi a circa 2 milioni. Via libera anche dal Comune di Verona (6,9 per cento, somma da versare circa 600mila euro) presente con l'assessore agli enti Enrico Toffali e così pure dalla Provincia di Trento (14,169 per cento, circa 2 milioni) rappresentata da Pierluigi Angeli, vicepresidente del Catullo. Il Comune di Villafranca (3,3 per cento, circa mezzo milione), presente con il sindaco Mario Faccioli, aderisce ma non ha i soldi per pagare. L'assemblea ha poi deliberato la fusione per incorporazione della Catullo Park, la controllata al 100 per cento che gestice i parcheggi dell'aeroporto, nella Catullo spa, per ottimizzare costi e gestione.


Enrico Giardini

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