08.08.2012
Venezia. Nel mese di luglio la domanda (autorizzata dall’Inps) di Cig da parte delle aziende venete sfiora i 10 milioni di ore (9.788.254, per la precisione). Un valore molto elevato che ritroviamo solo nel 2009, anno nero nel ricorso agli ammortizzatori sociali. Una impennata rispetto ai mesi precedenti dell’anno (2,2 milioni di ore in più rispetto a giugno) che si erano assestati intorno ai 7,5 milioni di ore.
L’aumento su giugno è determinato dalla crescita delle ore autorizzate di Cig in deroga, passate da 1,3 a 3,3 milioni di ore, in quanto rimangono sostanzialmente stabili le ore autorizzate nella gestione Ordinaria e Straordinaria. Considerando i primi 7 mesi dell’anno (gennaio-luglio) e confrontandoli con lo stesso periodo degli altri anni della crisi, si riscontra una crescita di 4 milioni di ore rispetto al 2011. Le ore in più sono dovute in parte alla gestione in deroga (dai 14,9 del 2011 ai 16,7 del 2012) e per l’altra da una compensazione tra la riduzione delle ore di Straordinaria (- 3 milioni) e l’aumento in quella Ordinaria (più 5,5 milioni).
Per Franca Porto, segretario Cisl Veneto, «l’evoluzione della crisi in Veneto è tale da non permetterci una lettura ottimista dei dati relativi alla domanda di Cig nè quanto sono in calo nè, tantomeno, quando crescono. Nel primo caso perchè spesso meno Cig significa che siamo passati ai licenziamenti, Nel secondo perchè vuol dire che altre aziende prevedono tempi difficili o confermano che i prossimi mesi saranno negativi per la produzione e quindi il lavoro». «Se non si corre ai ripari e si interviene con forza per rimettere in moto la crescita - aggiunge - ci si può aspettare solo altre decine di migliaia di posti di lavoro persi. Metterci al riparo significa per noi anche ricorrere in Veneto con maggiore intensità ai contratti di solidarietà sia difensivi che espansivi per ripartire il lavoro che c’è».
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