04.08.2012
VIOLENZA SESSUALE. Convalidato dal gip l'arresto del romeno, bloccato mercoledì sull'A4. È il racconto della turista tedesca che è stata poi costretta a subire lo stupro del camionista, fermato dagli agenti della polstrada
L'ha graffiato fino a imbrattargli la maglietta di sangue. Ha usato anche la bomboletta spray pur di farlo desistere dal suo assalto. L'ha anche implorato di lasciarla andare via perchè per lei era la prima volta. Ma è stato tutto inutile: la ventenne è stata costretta ad arrendersi di fronte a quella furia animale che ha approfittato della sua innocenza. subendo la violenza sessuale in un'area di servizio sull'A4. Sono questi i particolari emersi ieri al termine dell'udienza di convalida a carico dell'autista Dumitru Copaci, 28 anni, residente in Romania, difeso da Simone Ghirotto e Andrea Morabito. Il gip Paolo Scotto di Luzio ha convalidato l'arresto chiesto dal pm Giulia Labia così come operato dagli agenti della polizia stradale di Verona sud. Il giudice ha ordinato anche la misura della custodia cautelare in carcere per il romeno ma poi si è dichiarato incompetente per territorio e ha spedito il fascicolo a Brescia perchè è in quella provincia che è avvenuto lo stupro. Nell'udienza di ieri svoltasi a Montorio, si è ricostruita la vicenda, avvenuta nella notte tra martedì e mercoledì nell'area di servizio bresciana sulla Serenissima. La giovane turista tedesca era salita sul tir del romeno in Spagna con un amico durante un tour attraverso l'Europa. Il suo compagno di viaggio, però, è sceso a Milano mentre lei ha proseguito il viaggio verso Venezia sempre a bordo del tir. Una volta arrivato verso le tre di notte nell'area Monte Alto sull'A4 a Desenzano, l'autista ha fatto capire le sue intenzioni e indifferente al netto rifiuto e alle implorazioni della ragazza, l'ha violentata nonostante la sua disperata difesa. Una volta terminato lo stupro, l'autista ha acconsentito solo all'ultima supplica della vittima di lasciarla all'autogrill. La ragazza è scesa dal camion e si è precipitata nel bar, lanciando l'allarme. È partita la telefonata al 113. La giovane, nonostante la tremenda esperienza vissuta, ha avuto la freddezza di segnarsi il numero di targa del tir del suo aguzzino. Una volta bloccato sul tratto veronese dell'A4, il camionista è stato arrestato. Nella cabina, gli agenti hanno trovato i riscontri di quanto aveva raccontato loro la turista. Sono così emersi un orecchino della giovane, tracce ematiche e biologiche e la maglia imbrattata di sangue del camionista, apparso ferito già agli agenti. G.CH.
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