04.08.2012
STATISTICHE. La perdita maggiore di amministratori delegati e titolari d'impresa nel manifatturiero e costruzioni. Gli under 30 veronesi sono 4.675 e guidano la classifica sul resto del Veneto ma in un solo anno sono diminuiti del 2,4%
La crisi frena l'imprenditoria giovanile a Verona, anche se la provincia scaligera si colloca al primo posto in Veneto per numero di amministratori delegati e titolari d'impresa sotto i 30 anni. Agricoltura e terziario registrano incrementi mentre il maniatturiero cede molte posizioni. Dal 2008 in Veneto ci sono oltre 4 mila amministratori e titolari d'impresa Under 30 in meno. FRENA IL MANIFATTURIERO. Crollano in cinque anni manifatturiero (-39%) e costruzioni (-34%), a fronte di una maggior tenuta rispetto al 2011 di agricoltura e servizi. In Veneto i tassi di imprenditorialità giovanile sono tra i più bassi d'Italia: fatta eccezione per Rovigo, le altre province venete si posizionano oltre metà classifica, con Venezia, Treviso e Belluno agli ultimi posti. Questi i principali dati di uno studio di Datagiovani che ha esaminato le evoluzioni intercorse nel numero di titolari ed amministratori Under 30 attivi in Veneto a giugno 2012 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso ed al 2008. La scelta di considerare tra le cariche imprenditoriali i titolari di imprese individuali e gli amministratori di società è motivata dalla possibilità di avere una misura più fedele dell'imprenditorialità giovanile derivante dalla gestione diretta dell'impresa. AVANZA L'AGRICOLTURA. Agricoltura e terziario attraggono i giovani. A giugno 2012 i giovani imprenditori veneti dimostrano una propensione maggiore per agricoltura e terziario. Infatti, al contrario dell'emorragia imprenditoriale nel manifatturiero (-39% in cinque anni) e nelle costruzioni (-34%, e -10% solo nell'ultimo anno), vi sono settori che tengono o addirittura crescono, poco, ma crescono. Si tratta dell'agricoltura (quasi 1.800 imprenditori under 30, +0,3% sul 2011), delle attività finanziarie (+0,5%) e dei servizi alle imprese (+0,7%). Il commercio, settore in cui opera quasi un giovane su 4 (circa 4.700), a dispetto della crisi dei consumi, perde solo lo 0,5%. È chiaro però che questi timidi segnali di tenuta non riescono a compensare la «moria» di amministratori e titolari giovani, col risultato finale di una flessione delle cariche del 4% in un anno e del 17% dall'inizio della crisi. Nel rodigino le imprese giovani incidono di più, Treviso e Venezia in «sofferenza». A livello provinciale sono Verona e Padova ad avere il più elevato numero assoluto di giovani imprenditori (4.675 nella prima e 4.077 nella seconda), ma è Rovigo ad avere l'incidenza di giovani amministratori e titolari più elevata nel complesso delle età (5%). Se la diminuzione di giovani imprenditori è consistente in tutte le province, ad avere la peggio, soprattutto se si guarda all'inizio della crisi, sono Treviso e Venezia, in cui più di due imprese giovani su dieci sono scomparse. Il pericolo per il futuro dell'impresa veneta: tassi di imprenditorialità giovanile più bassi d'Italia. Le province venete si dimostrano poco «ospitali» per l'imprenditoria giovanile e occupano gli ultimi posti della classifica nazionale per presenza di titolari ed amministratori giovani rispetto agli Under 30 residenti. Fatta eccezione per Rovigo, al 23° posto (47 imprenditori Under 30 ogni mille giovani della stessa età), le altre province venete si posizionano oltre metà classifica: Verona 63°, Padova 83° e Vicenza 97°. Agli ultimi posti nazionali Venezia, Treviso e Belluno. Non solo gli imprenditori giovani appaiono più «rari» nelle province venete che nel resto d'Italia - concludono i ricercatori di Datagiovani - ma anche le diminuzioni riscontrate nel tasso di imprenditorialità negli anni sembrano mettere a rischio il ricambio generazionale della struttura imprenditoriale regionale.R.ECO.
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