30.07.2012
MALCESINE. Alla cerimonia al Palazzo dei Capitani ha ricordato il percorso dal primo impianto del 1962 ad oggi. Assenza polemica dell'ex presidente Venturini Il sindaco Benamati è dubbioso sul futuro: «Noi non vogliamo i debiti degli altri impianti»
L'orgoglio per il passato, la serenità del presente, i dubbi per il futuro. Sentimenti diversi hanno fatto capolinea ieri mattina nella splendida sala di Palazzo Capitani, fronte lago, in occasione delle nozze d'oro della funivia Malcesine-Monte Baldo. A rendere ricca di spunti e argomenti una cerimonia suggestiva, arricchita dall'esibizione del mezzosoprano Ida Maria Turri accompagnata al piano dal maestro Stefano Romani, la franchezza dei «padroni» dell'impianto di risalita: Provincia, Comune, Camera di Commercio. Tutti hanno parlato con lingua saggia, come direbbero gli indiani. Proprio in questa sede venne partorita nei primi anni Cinquanta, dall'allora primo cittadino generale Alberto Pariani, il sogno di costruire una funivia per collegare il lago al Monte Baldo. Un'idea diventata realtà il 20 giugno del 1962. Da allora sono stati 50 anni d'emozione, come racconta il libro curato da Gianfranco Bortolussi, direttore generale per un decennio (1998-2008) della funivia: l'uomo che insieme a Giuseppe Bolognini e all'ex presidente Giuseppe Venturini ha cambiato pelle all'impianto di risalita, nel 2002. Oggi la funivia è capace di calamitare 400mila persone all'anno, di creare indotto per il territorio e di mantenersi da sola. «Senza aver mai chiesto un euro ai cittadini», ha sottolineato con chiarezza il nuovo presidente del consorzio Stefano Passerini. Peccato che il giorno della festa abbia registrato l'assenza dell'ex numero uno della funivia. Uno schiaffo morale inflitto alle tante autorità presenti, che racchiude l'amarezza per un cambio non accettato seppur deciso dai soci della Funivia. «Inutile nascondersi dietro a un dito. Venturini non l'ha presa bene e la sua assenza lo conferma», ha sostenuto il presidente della Provincia Giovanni Miozzi, che gli ha riconosciuto grandi meriti e augurato un felice lavoro come presidente della Prada Costabella. Ben altri e più seri problemi sono stati sollevati, a partire dalla ferma richiesta di chiarimenti da parte del sindaco di Malcesine Michele Benamati. Benamati ha rimarcato la sua perplessità nel trasformare il consorzio funicolare in una società di capitale, in pratica nel contenitore che dovrebbe accogliere tutti gli impianti a fune sparsi nel territorio provinciale: società che non navigano in acque tranquille a differenza della Malcesine Monte Baldo, esempio di efficienza e qualità a servizio del pubblico. «Sia chiaro: non siamo contrari per principio ad una spa ma andiamoci cauti», ha detto, «le società per azioni non ci pensano molto a tagliare i rami secchi e non vorrei che a farne le spese potesse essere un domani l'apertura invernale della funivia. Non scordiamo la valenza sociale di questo impianto». «È vero, dovremo fare un'analisi, ma non c'è dubbio che alla luce delle possibili novità normative ci aspettano scelte importanti», ha ribattuto Miozzi. Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della Camera di Commercio Alessandro Bianchi, pronto però ad aggiungere: «È importante dare impulso alla stagione invernale sul Monte Baldo e se anche le stagioni non saranno redditizie, di certo tengono viva l'attività della funivia che poi recupera alla grande in primavera ed estate». A chiudere la cerimonia la consegna delle medaglie della funivia, create da Alberto Zucchetta, agli ex presidenti del Consorzio funicolare, ai consigli d'amministrazione, a Bortolussi, a Bolognini, e a Flora Menotti, titolare del rifugio in alta quota.
Stefano Joppi
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