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29.07.2012

«Davide è morto due mesi fa ma non sappiamo perché»

MANCATE RISPOSTE. La mamma partorì dopo 29 settimane, il piccolo ricoverato in Terapia intensiva si era ripreso
Respirava da solo ed era aumentato di peso, il 20 maggio alla sera il cuore si è fermato La mamma: «Da allora abbiamo chiesto le cartelle, ma non le hanno ancora fornite»

Il bambino era stato ricoverato in Terapia intensiva al Policlinico di Borgo Roma

Il bambino era stato ricoverato in Terapia intensiva al Policlinico di Borgo Roma
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«Quando Davide è nato aveva poco più di 7 mesi, nacque con un cesareo d'urgenza perchè io avevo avuto un problema e non rispondevo alle cure farmacologiche. Pesava poco più di un chilo, era vivo e vitale. Rimase tre settimane nel reparto di Terapia intensiva neonatale del policlinico, rispondeva alle cure, i valori erano positivi e a parte una leggera infezione che però venne risolta, cresceva regolarmente. Io e mio marito lo lasciammo alle 18.30 del 20 maggio, respirava bene e tutti si erano sbilanciati dicendoci che di lì a pochissimo poteva essere tirato fuori dall'incubatrice. Alle 21 di quello stesso giorno ci chiamarono dal reparto dicendo che si era aggravato». E il cuoricino di Davide smise di battere alle 21.45. Da allora i suoi genitori attendono di conoscere le cause della morte, hanno fatto richiesta delle cartelle cliniche che, nonostante due solleciti anche da parte dei legali che li assistono (gli avvocati Riccardo Shahine Toufik e Paolo Longhi), non sono ancora state messe a loro disposizione. Resta solo quella frase che il medico di turno disse ai due genitori quella sera stessa e cioè che non riusciva a capacitarsi di quello che era successo. «Ci dissero che sarebbe stata avviata un'indagine interna, noi preparammo le carte per fare i funerali ma il giorno prima della cerimonia non ci diedero il nulla osta perchè l'anatomo patologo aveva constatato una morte sospetta». Fu a quel punto che andarono a parlare con il direttore sanitario e in quell'occasione fu il primario della TIN che alla coppia disse che probabilmente la membrana del miocardio era diventata permeabile. «Ci disse che il cuore del nostro bambino era circondato da liquido di alimentazione che ha provocato un tamponamento cardiaco», prosegue la signora Cristina, «Ma sappiamo solo quello che ci hanno detto, noi abbiamo chiesto di poter avere la documentazione relativa al periodo in cui Davide è stato in Reparto ma non siamo nemmeno più riusciti a parlare con il primario, nonostante le telefonate e i solleciti». Una coppia giovane, lei ha 33 anni, ed era il loro primo bambino. «Creda, ho visto con quanta cura Davide è stato seguito, con quanto amore medici e infermieri assistevano lui e gli altri piccoli, è un reparto particolare ma erano tutti così attenti. Per questo il silenzio e la mancanza di risposte, quel dubbio e soprattutto quella che ci hanno detto essere la causa della morte di Davide ci lascia ancora intontiti. Ma non rassegnati a non sapere». Non hanno voluto presentare esposti o denunce ma aspettano di poter entrare in possesso dalla documentazione per poter valutare, insieme ai loro legali, eventuali azioni. «Ho scritto anche alla direzione sanitaria e, vede, questo silenzio ci angoscia. Ho cercato di informarmi e pare che il tamponamento cardiaco accada una volta su un milione, e potrebbe essere dovuto al malposizionamento del cateterino. Pensi che Davide respirava da solo, era stato intubato solo poche ore e il giorno in cui è morto non aveva nemmeno necessità degli occhialini che forniscono ossigeno a bassa quantità. dall'ecografia risultava anche che il foro di Botallo si era praticamente chiuso. A due mesi dalla morte brancoliamo nel buio, non sappiamo se sia stata una tragica fatalità o un terribile caso di leggerezza.


Fabiana Marcolini