30.07.2012
ASFALTO INSANGUINATO. Paride Danieli abitava a Spinimbecco, stava percorrendo la via Rodigina verso casa quando ha perso il controllo finendo contro un furgone. L'Aprilia gliel'avevano regalata due giorni fa e ieri era uscito insieme al cugino. L'autista ha cercato di evitarlo senza riuscirci
La disperazione della mamma di Paride e dei parenti ieri, sul tratto della via Rodigina teatro dell'incidente FOTOSERVIZIO DIENNE
È morto sotto gli occhi del cugino, a pochi chilometri da casa, in sella a quella moto acquistata appena due giorni fa. Così se n'è andato, ieri poco dopo le 17, Paride Danieli, 16 anni, che con la famiglia abitava a Spinimbecco, la frazione di Villa Bartolomea. La motocicletta Aprilia su cui il giovane viaggiava si è scontrata frontalmente con un furgone Mercedes Benz bianco, guidato da R.H., 44 anni, operaio edile albanese residente a Montichiari, in provincia di Brescia. ha cercato di evitarlo, si è spostato sulla destra, fino a sfiorare il guard rail ma purtroppo è stato inutile: l'impatto è stato violentissimo. Inevitabile. Per Paride, soccorso immediatamente, non c'è stato nulla da fare, mentre l'autista del furgone, illeso, è rimasto sotto choch. Sul posto, per i rilievi, sono giunti i carabinieri della stazione di Castagnaro e del nucleo radiomobile di Legnago. Secondo una prima ricostruzione Danieli, in sella alla sua nuovissima due ruote, stava percorrendo via Rodigina dopo essere partito dal centro di Castagnaro e diretto verso Spinimbecco, verso casa. Insieme a lui c'era il cugino Nicola, la stessa età, anch'egli in moto e lo precedeva di qualche metro. Nell'affrontare una curva a destra, all'altezza dello stabilimento «Cas», Paride però avrebbe sbandato perdendo il controllo della moto e avrebbe invaso la corsia opposto proprio mentre stava arrivando il furgone condotto dall'operaio albanese che, insieme a un collega, stava andando in un cantiere che si trova in centro a Castagnaro. L'uomo ha sterzato il più possibile verso destra, fino quasi a sfiorare il guard rail per evitare l'impatto con la moto, ma lo scontro è stato inevitabile. L'Aprilia di Paride è finita sotto le ruote del camion, mentre il giovane centauro è stato sbalzato sull'asfalto, a una decina di metri di distanza. Nicola, che ha assistito alla scena, ha immediatamente chiamato i soccorsi e i parenti. Sul posto sono giunte un'ambulanza e l'elicottero inviato da Verona Emergenza ma ogni manovra per rianimare il giovane è risultata vana. Mentre le forze dell'ordine stavano provvedendo a chiudere la strada in entrambi i sensi di marcia, sul luogo dell'incidente sono giunti i genitori e gli amici del ragazzo. La mamma, disperata, è scoppiata in lacrime ed il papà ha cercato di confortarla. I militari hanno quindi iniziato ad effettuare i rilievi sull'asfalto e sui mezzi coinvolti, mentre un'impresa di pompe funebri ha provveduto a prelevare il corpo del ragazzo che è stato trasferito nelle celle mortuarie dell'ospedale Mater Salutis di Legnago. La strada è rimasta chiusa per oltre quattro ore, anche perché, nel frattempo, è stato necessario far intervenire un'azienda specializzata per pulire la carreggiata dalle chiazze di olio e benzina lasciate dai veicoli dopo l'impatto. «E pensare», ha commentato un amico del giovane, «che quella moto gliel'avevano comprata da due giorni. Proprio ieri gli era arrivato il tagliando dell'assicurazione». Un coetaneo è incredulo: «Abito di fronte a casa di Paride», ha detto il giovane, «e ci conosciamo dall'infanzia. Una morte così non doveva proprio accadere in quella curva maledetta». «Praticamente lo avevo visto nascere», ha aggiunto una mamma. «A Castagnaro», annota un conoscente della famiglia, «vive la nonna paterna del ragazzo. E pensare che proprio un mese fa a Paride gli era morto il nonno».
Fabio Tomelleri
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