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29.07.2012

Il fioretto «in rosa» nella storia, il podio olimpico è tricolore

LAME AZZURRE. Valentina a un passo dalla leggenda: mirava al quarto oro consecutivo
Sorpresa Di Francisca, per lei il gradino più alto vincendo in rimonta sulla Errigo. La Vezzali conquista un bronzo al cardiopalma

L'urlo liberatorio di Elisa Di Francisca, la campionessa olimpionica

L'urlo liberatorio di Elisa Di Francisca, la campionessa olimpionica
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EXCEL Il Mito stavolta non ha vinto ma la gioventù italiana del fioretto rosa ne prende il testimone regalando allo sport azzurro una giornata storica: un «triplete» olimpico da ricordare per sempre. Elisa Di Francisca, già campionessa del mondo due anni fa a Parigi, è la nuova regina olimpica della scherma. Ha vinto al termine di un pomeriggio appassionante, faticoso e sempre in rimonta. Ha rischiato di uscire già negli ottavi e soprattutto in semifinale contro la fortissima coreana Hyun Hee Nam, numero 2 del mondo. La sua forza è stata quella di crederci sempre. Anche quando mancavano 58 secondi al termine dell'assalto di semifinale e la jesina soccombeva 9-5. Poi il miracolo, come spesso questo sport regala. "Last second", ma sempre col cuore, come ha fatto anche in finale battendo la Errigo per 12-11, dopo essere stata sotto per 8-11. Le lacrime dell'avversaria dopo la premiazione testimoniano la delusione della 24enne di Monza che ha visto sfumare l'oro all'overtime. La Vezzali, a 38 anni, si ferma ad un passo dalla leggenda (uguagliare i miti Carl Lewis e Al Oerter, 4 ori olimpici consecutivi) e cede il testimone alla rivale trentenne, e concittadina di Jesi, Elisa di Francisco ed alla lombarda Arianna Errigo, "killer" della campionissima marchigiana in semifinale dopo averla già battuta quest'anno anche agli Europei di Milano. La gioventù ha chiesto strada, se l'è presa e portata fino in fondo, in un pomeriggio di assalti, urla, grida nel catino londinese dell'Excel, un mastodontico centro conferenze, molto poco olimpionico, a due passi dal Tamigi. Cammino controverso quello della neo medaglia d'oro che ha rischiato di uscire subito dalla gara dopo essersi trovata sotto 8-3 egli ottavi di finale contro la tedesca Carolin Golubytskyi. Gli "straordinari" (ha poi vinto 15-9) hanno ridato smalto alla Di Francisca, che è scivolata via facile (15-9 alla giapponese Sugawara) prima della semifinale thriller contro la sudcoreana Hyun Hee Nam che a meno di un minuto dalla fine dell'assalto conduceva 9-5. È stato il momento della svolta: in 20 secondi Elisa ha recuperato tre stoccate (10-9 per la coreana) prima di chiudere 11 pari e prevalere al "golden goal". Decisamente più agevole il cammino della Errigo che prima ha strapazzato la venezuelana Fuenmayor, poi si è sbarazzata con altrettanta disinvoltura della russa Gafurzianova, prima della semifinale fratricida con la Vezzali, sconfitta 15-12, al termine di un assalto che l'ha comunque vista sempre davanti. Pari e patta fino al 5 pari, poi la brianzola prende via via convinzione mentre la Vezzali si disunisce: tre stoccate vincenti le danno il break decisivo. Un vantaggio che la Errigo custodisce come una formichina (10-6, 12-8, 14-11) e che la portano ad un passo dal paradiso. La finale è palpitante e arriva pochi minuti dopo la finalina al cardiopalma per il bronzo che la Vezzali conquista all'ultima stoccata (sotto di due a 9 secondi dalla fine). Tra le due azzurre è un ping pong di stoccate e di urla lberatorie fino al 12-11 nell'extra time. Per le tre donne d'Italia una medaglia a testa, anche se l'oro premia una sola.