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06.05.2012

Cava Speziala, proteste per gli alberi tagliati

AMBIENTE. A San Massimo insorgono il Comitato di quartiere, Legambiente e Italia Nostra
L'intervento ha l'ok della Forestale. Ma gli ecologisti temono la beffa: «Perché farlo se non si prevede il riutilizzo industriale dell'area?»

Una veduta della Cava Speziala. Gli ambientalisti protestano per il taglio degli alberi

Una veduta della Cava Speziala. Gli ambientalisti protestano per il taglio degli alberi
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Sembra che un nuovo capitolo stia per aggiungersi alla pluridecennale storia dell'ex Cava Speziala, a San Massimo. L'incipit, però, non piace per nulla ai residenti, i quali conservano la speranza di scrivere un finale diverso per questa vicenda. Il nuovo capitolo inizia così: «Il 26 aprile, alcuni operai sono entrati nell'ex cava, evidentemente su incarico dei proprietari. E con ruspe e motoseghe, hanno fatto scempio di centinaia di alberi ad alto fusto». Lo racconta Domenico Bonvicini, coordinatore del Comitato di quartiere, affiancato da Lorenzo Albi di Legambiente, da Giorgio Massignan di Italia Nostra, e dall'architetto Luciano Zinnamosca, autore della proposta per riconvertire l'ex cava in laboratorio di educazione ambientale. Bonvicini mostra le foto degli alberi tagliati al piede e accatastati: «Appena ce ne siamo accorti, abbiamo chiesto spiegazioni agli operai. E loro ci hanno mostrato un'autorizzazione della Forestale. Ci sembra assurdo. Ora, noi residenti pretendiamo di sapere cosa si prepara per la Speziala. Il Comune se ne interessi». Un passo indietro. L'ex cava di ghiaia Speziala, compresa tra le vie Brigata Aosta, Lugagnano, Ferrari e Marche, copre un'area di circa 200mila metri quadrati. Lo scavo vero e proprio ne riguarda 140mila, per una profondità di 20 metri e un volume di 2,2 milioni di metri cubi. Dismessa da un trentennio, oggi l'ex cava è ricoperta in buona parte da oltre 30mila alberi. Ciò la sottopone al vincolo per la tutela delle aree boscate. Proprio a questo si aggrappano i residenti, terrorizzati dall'eventualità che la Speziala venga fatta fruttare come discarica. Magari riempiendola di rifiuti di dubbia entità, come successo a un'altra ex cava di San Massimo, la Friuli, oggi parco giochi Maggiolino. «La beffa è doppia», continua Bonvicini, «se si pensa che, solo due giorni prima dell'abbattimento, durante un'affollata assemblea pubblica, tutti gli sfidanti del sindaco Tosi si sono espressi contro la distruzione del bosco alla Speziala. E lo stesso Tosi, a mezzo stampa, si è allineato a questa posizione, escludendo categoricamente per l'ex cava un riuso industriale, nonché di discarica. Perché, allora, gli alberi vengono tagliati?». Albi e Massignan proseguono: «Le aree boscate sono vincolate dalla legge forestale regionale numero 52 del 1978. All'articolo 15, si specifica che «è vietata qualsiasi riduzione della superficie forestale, salvo espressa autorizzazione della giunta regionale». Ma chi controlla il rispetto delle normative? Se c'è stata un'infrazione, chi ha tagliato gli alberi è passibile di denuncia. Si facciano le adeguate indagini».


Lorenza Costantino