Piano per il made in Italy
nel settore alimentare

CONTRO LA CRISI. Il ministro delle Politiche agricole inaugura l'edizione numero 110 della rassegna internazionale. Catania: «Dobbiamo mantenere l'agricoltura sul territorio e tutelare i prodotti di qualità». L'assessore Manzato: «Dalla Regione 230 milioni per lo sviluppo rurale»
03/02/2012
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Foto ricordo dei trattori esposti in Fiera per questo gruppo di studenti: la rassegna rimane aperta fino a domenica FOTOSERVIZIO DI GIORGIO MARCHIORI

Verona. La tutela dei prodotti agricoli italiani, anzitutto in sede europea, e quindi lotta dura alle contraffazioni. E via a un provvedimento sul «made in Italy» nel settore agroalimentare. Poi dare più valore, e riconoscerlo in termini economici, alle produzioni rispetto alle varie fasi delle commercializzazione. Sono linee d'azione del Governo Monti dettate dal ministro delle Politiche agricole e forestali Mario Catania, inaugurando l'edizione numero 110 di Fieragricola, la vetrina internazionale, ora biennale, del settore primario, con 1.300 espositori da 20 Paesi.
Il ministro difende l'operato del Governo sulle liberalizzazioni. «Abbiamo cominciato a mettere la faccia dove mai era stata messa. Siamo entrati pesantemente, imponendo la fine di certi comportamenti. Non è possibile che gli anelli della catena sopportino una serie di pratiche insostenibili». Per fare ciò «occorre che ci siano contratti scritti e termini di pagamenti certi per evitare che chi fornisce derrate con poche settimane di vita venga pagato dopo mesi».
Catania riserva una nota polemica per alcune frange del Parlamento che, secondo lui, strillano davanti a operazioni di trasparenza come quella che prevede contratti scritti e termini di pagamento a 30 e 60 giorni. Dopo aver ricordato interventi sul fotovoltaico («vedremo in Parlamento cosa succede»), aggiunge, «abbiamo fatto interventi sulla dismissione dei terreni agricoli per rendere le procedure più trasparenti, applicando un vincolo di destinazione agricola di 20 anni, perché non volevo si finisse per fare delle speculazioni». Per il ministro, accompagnato anche dal deputato del Pd Gianni Dal Moro, «la prima e più importante politica che possiamo fare è mantenere l'agricoltura sul territorio. Dobbiamo ricordarci della nostra produzione di qualità, ma anche di quella di autosufficienza alimentare preoccupante». Il vicepresidente della Regione e assessore all'agricoltura Franco Manzato (Lega), intervenuto al posto del presidente Luca Zaia, ricorda i «230 milioni messi a bilancio della Regione per il Piano di sviluppo rurale, di cui 83 milioni finalizzati a investimenti e 45 per i giovani». E per il vicepresidente Valente nonostante il momento difficile «abbiamo comunque fiducia e vogliamo portare sempre di più il dibattito sul nostro settore in sede di Comunità europea».
Fieragricola 2012 «si colloca in momento con tante complessità», dice il direttore della Fiera Mantovani, «ma se guardiamo dentro questa rassegna troviamo che l'agricoltura in molti dei suoi settori sta registrando segnali di fiducia. È la prima volta infatti che la produzione dell'alimentare italiano arriva a 250 miliardi di fatturato, cioè il 15 per cento Pil», aggiunge.
«C'è senz'altro un problema nel rapporto fra agricoltura e grande distribuzione, ma nel complesso il settore agricolo merita grande attenzione sia per il prodotto interno che per le esportazioni, visto che di questi 250 miliardi di fatturato circa 30 derivano dall'export». Il settore, dice Giovanni Miozzi, presidente della Provincia, «è uno dei più vitali anche della nostra provincia e dovrà affrontare però i problemi legati alla coltivazione del tabacco e alle malattie dei kiwi». Per il sindaco Flavio Tosi «è importante valorizzare, nella filiera, anzitutto la produzione».

Enrico Giardini

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