Polveri alle stelle, l'allarme degli esperti

TRAFFICO E SALUTE. Al Palazzo della Ragione, fino a venerdì, il congresso internazionale sulle malattie respiratorie. E intanto l'aria che respiriamo è sempre più malata. Dall'inizio dell'anno raggiunti 19 superamenti dei limiti di legge. Il dottor Dal Negro: «Nei ragazzini lo smog provoca l'aumento del 14 per cento dell'incidenza dell'asma»
25/01/2012
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In questo gennaio senza piogge torna altissimo l'allarme per le polveri sottili

Verona. Ormai è un classico doppio appuntamento stagionale. Gli pneumologi di mezzo mondo si ritrovano a Verona, in occasione del 15° Congresso internazionale su «Asma bronchiale e Bpco: obiettivi, rimedi e strategie» e la nostra città affronta (in silenzio) l'assalto nefasto delle polveri sottili e dello smog. Dall'inizio dell'anno - per quanto riguarda le  PM10 - siamo a 19 sforamenti dei limiti di legge (ossia 50 microgrammi per metro cubo d'aria), a fronte di un tetto annuo massimo di 35. In Corso Milano è stato raggiunto il limite di 107, ma non va meglio a Cason (vedi tabella). Due aspetti della stessa medaglia, se vogliamo. Aumenta lo smog e aumenta l'incidenza delle malattie a carico dell'apparato respiratorio. I dati che ci anticipa il dottor Roberto Dal Negro, primario di Pneumologia all'ospedale Orlandi di Bussolengo e organizzatore del congresso, in programma da oggi a venerdì al Palazzo della Ragione, sono sufficientemente preoccupanti. SMOG COLPEVOLE. «Nei tre giorni di congresso», spiega il medico, «verranno forniti dati e statistiche che, da soli, dovrebbero far scattare l'allarme sanitario in parecchie città. Un epidemiologo del CNR, in particolare, chiarirà che l'inquinamento ambientale è la causa primitiva del 15% delle malattie respiratorie croniche, mentre in soggetti già malati lo smog provoca un peggioramento delle condizioni cliniche nell'ordine del 40% negli adolescenti e fra il 30 e il 60% negli adulti». «Un altro studio del CNR, che analizza dati del 2011», incalza il dottor Dal Negro, «ci dice che è in costante aumento anche la mortalità correlata alle polveri PM10. Nei tre giorni successivi a un picco di inquinamento, si registra un aumento di decessi del 2,3% in inverno e addirittura del 7,6% in estate. I soggetti più fragili risultano le donne». ALLARME ROSSO. Ulteriori dati rendono la misura della pericolosità dell'inquinamento atmosferico. «È stato effettuato uno studio», illustra Dal Negro, «sull'incidenza dell'asma negli adolescenti in relazione al traffico automobilistico. In presenza di basso inquinamento il tasso di incidenza si attesta al 4,8%; con medie concentrazioni di traffico l'incidenza sale all'11% e con traffico alto schizza al 14%. Per quanto riguarda gli adulti, ci si è soffermati a valutare la presenza di tosse e catarro persistenti per almeno 12 mesi in relazione alla vicinanza con traffico di mezzi pesanti. Anche in questo caso, numeri da allarme rosso: in presenza di traffico pesante occasionale l'incidenza di bronchite cronica è del 7%; di traffico frequente del 35% e di traffico continuo dell'85%. Se consideriamo che nei fumatori l'incidenza della bronchite cronica è del 25%, abbiamo la misura esatta della gravità del problema». RIMEDI URGENTI. Come curare l'aria malata per preservare la nostra salute? «Da 15 anni andiamo dicendo le stesse cose», risponde Dal Negro, «ma con scarsi risultati. E nel frattempo le previsioni degli esperti, secondo i quali nel 2020 la bronco pneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) sarebbe diventata nel mondo la terza causa di morte, da noi è già una realtà. In Veneto dal 2001, in Italia dal 2008. Bisogna ripensare le nostre città, assumere decisioni concordate con i centri della Val padana, una vasca dove per assenza di ventilazione si concentra l'aria pesante. Fino a quando si pensa a realizzare nuove strade a ridosso del centro non si può sperare di risolvere il problema smog. Aumentare gli attrattori di traffico a ridosso dei centri abitati significa attivare una bomba a orologeria. Lo so che non è facile, ma serve una maggiore attenzione urbanistica, altrimenti le nostre città finiranno soffocate dallo smog. E i nostri polmoni ne pagheranno le conseguenze. Specie nei giovani, che fumano più di prima».

Paola Colaprisco




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