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22.11.2011

Borgo Roma, sotto sequestro
la «palazzina a luci rosse»

In un’operazione volta a contrastare la prostituzione la polizia municipale di Verona ha posto sotto sequestro giudiziario 10 mini appartamenti in un complesso residenziale cittadino. L’operazione sarà illustrata dal sindaco di Verona Flavio Tosi e dal comandante delle polizia municipale Luigi Altamura nel primo pomeriggio

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Verona. Su disposizione della Procura della Repubblica di Verona, la Polizia Municipale ha sequestrato 9 miniappartamenti trasformati in case a luci rosse, ubicati in un residence di 56 alloggi complessivi, nella periferia sud del capoluogo scaligero, quartiere Sacra Famiglia. L’operazione, che è stata eseguita nella notte di venerdì con l’impiego di oltre 70 tra Ufficiali ed Agenti della Polizia municipale scaligera, è stata illustrata oggi dal sindaco Flavio Tosi e dal Comandante Luigi Altamura; presente il presidente della 5 circoscrizione Fabio Venturi.

“Complimenti a nome della città alla Polizia municipale di Verona e al suo Comandante –ha detto il Sindaco Tosi- l’operazione è frutto di un’indagine lunga e accurata, che ha prodotto risultati importanti e che dimostra la qualità dell’operato della Polizia locale scaligera. Non siamo intervenuti per una questione morale, ma per risolvere un problema oggettivo di disturbo, segnalatoci dai residenti. Tuttavia, pensando all’enorme giro di denaro legato al fenomeno, circa 10 mila euro al mese per ogni ragazza, e alla probabile esistenza di un’organizzazione criminale, chiediamo anche a questo Governo, come già abbiamo chiesto in passato, di intervenire in materia con una normativa adeguata, che consenta controlli sanitari e fiscali ed eviti lo sfruttamento criminale di giovani donne”.

“Un plauso ai miei collaboratori –ha detto Altamura- che hanno lavorato giorno e notte per mesi ad un’indagine, che ha consentito alla Procura di emettere i provvedimenti necessari al sequestro”. “Ringrazio i residenti del quartiere –ha detto Venturi- che hanno presentato una segnalazione scritta dettagliata sugli andirivieni sospetti di un residence, che era da tempo “chiacchierato”. Il fatto curioso è che proprio il suo proprietario si era offerto al Prefetto, nei mesi scorsi, per ospitare i profughi provenienti dalla Libia”.

Durante l’operazione condotta dalla Polizia municipale sono state identificate e sentite come testimoni 10 ragazze di origine rumena, età media 22 anni, con alcuni clienti provenienti anche da fuori provincia, che attendevano nel bar attiguo al residence di salire ai piani superiori per consumare i rapporti sessuali. Nei miniappartamenti sono stati rinvenuti 1.550 profilattici, alcune agende con l’importo dettagliato degli incassi delle ragazze ed altri elementi, ora al vaglio della polizia giudiziaria, anche per individuare gli sfruttatori.

Da un quaderno sequestrato dagli agenti, in cui una delle ragazze aveva trascritto i propri incassi, risulta che per ogni settimana il guadagno per le prestazioni effettuate andava dai 1.500 ai 2.300 euro, arrivando in determinati periodi a 9.500; in sei mesi e mezzo, a partire dal maggio scorso, la ragazza aveva annotato complessivamente un introito di 62.300 euro.

L’attività di indagine era partita oltre un anno fa, con un esposto dei residenti al Sindaco Flavio Tosi e alla 5 Circoscrizione, che segnalava la presenza per strada di un numero elevato di prostitute, sia in orario serale, dopo le 21, che in orario pomeridiano, fra le 14 e le 16.

L’indagine del Nucleo Operativo della Polizia municipale, con servizi e appostamenti quotidiani, ha permesso l’identificazione di oltre venti ragazze che soggiornavano nel residence, alcune anche da più anni: una delle ragazze era ospite del residence da circa tre anni. Individuata anche la prassi che veniva usata: adescamento del cliente su strada nelle vie del quartiere, trasferimento in auto nel residence e, al termine del rapporto sessuale consumato nei locali ora sequestrati, riaccompagnamento delle ragazze sulla strada da parte degli stessi clienti, decine dei quali sono stati sentiti dalla Polizia locale con l’impiego di specifiche pattuglie.

Molti i video e gli elementi raccolti dagli investigatori che confermano il modo di procedere con i clienti nel residence, il tutto inviato alla Procura della Repubblica. Delle attività eseguite nella serata di venerdì scorso è stato informato lo stesso Procuratore Capo Mario Giulio Schinaia, che ha incaricato il PM Elvira Vitulli per la prosecuzione dell’indagine.

Durante la perquisizione alcune ragazze sono state sorprese mentre aggiornavano i propri annunci su siti pornografici specializzati, aggiungendo così anche il marketing sessuale per via informatica alla prostituzione su strada, evidentemente disturbata dai continui controlli della Polizia municipale effettuati anche sui clienti. La posizione dei due indagati gestori del residence, marito e moglie, è già al vaglio della Procura della Repubblica, a cui la Polizia municipale ha segnalato quanto raccolto sia con una precedente indagine avviata nel 2009, per la quale il processo è in corso, sia con il nuovo filone, che ha permesso il sequestro dei miniappartamenti.

Le accuse riguardano il reato di favoreggiamento della prostituzione e, in qualità di gestori di struttura ricettiva, l’aver tollerato la presenza di prostitute e, conseguentemente, la loro attività. Sul posto è intervenuto anche il Nucleo di Polizia Amministrativa e il Comando Vigili del Fuoco per verificare le condizioni di sicurezza del residence (sono stati rinvenuti estintori scaduti nel 1995) ed alcune modifiche strutturali con possibili violazioni in materia edilizia.

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