12.09.2012
CALCIO. VERSO BRASILE '14. Vittoria come da pronostico ma assai stentata per gli azzurri che erano invece chiamati dal ct Cesare Prandelli a ritrovare il gioco
Destro sblocca subito il risultato, solo nel recupero il raddoppio fortunoso di Peluso. In mezzo affanni e confusione. Insigne la nota positiva: un vero folletto
Mattia Destro esulta dopo aver sbloccato il risultato nel match contro Malta valido per il girone di qualificazione ai mondiali di Brasile '14
MODENA Né goleada, né gran gioco per la Nazionale. Solo la «rivelazione» Insigne: una fortunata scoperta, nella notte modenese. La rete di Destro dopo appena cinque minuti aveva fatto presagire una festa azzurra: invece la squadra maltese, chiudendosi e impedendo agli azzurri di ragionare, ha limitato i danni facendo bella figura. Il ct maltese Ghedin, sapendo molto del gioco italiano, ha badato a frenare Pirlo, organizzatore della manovra azzurra. E vi è riuscito. E siccome il trequartista Diamanti non ha risposto bene alle aspettative di Prandelli, nella ripresa si è vista la grande promessa Insigne che ha animato la manovra italiana partendo da sinistra. Il gol di Peluso nel finale (macchiato da un mani di Pazzini dal quale è nato il corner poi battuto da Pirlo) ha addolcito la pillola. Ma nonostante i progressi visti nella ripresa Prandelli dovrà rimuginare su quest'altra non brillante prestazione della sua Nazionale. È vero che in settembre i nostri non sono mai al massimo, ma un qualcosina in più ce lo saremmo aspettati. La scontata vittoria su Malta non è stata quindi accompagnata da un gioco sempre interessante. Dopo la discutibile prestazione di Sofia e le rampogne di Prandelli, insomma, non si è rivista ancora la squadra azzurra degli Europei. Pirlo, francobollato da Schembri, ha avuto poche possibilità di respirare e quando non gira lui, tutta la squadra soffre. Per fortuna ad animare il gioco azzurro ci ha pensato Marchisio e nella ripresa l'esordiente Insigne. Eppure contro Malta era facile far bella figura. Ma non è vero, perchè spesso gli avversari di non grande statura tecnica fanno giocar male anche le squadre meglio attrezzate. E così è stato. Tornata a un 4-3-1-2 collaudato ma indebolito dalle assenze di elementi del rango di Chiellini, De Rossi e Balotelli, la Nazionale non è riuscita a far rivedere un buon gioco. La squadra di Ghedin (che era stato vice di Cesare Maldini, Dino Zoff e Giovanni Trapattoni in azzurro) è uscita a testa alta dal «Braglia» di Modena. Ora Prandelli dovrà recuperare tutti gli assenti e portare gli azzurri al livello di gioco visto agli Europei, qualificandosi per preparare un Mondiale - quello del 2014 in Brasile - che potrebbe segnare la definitiva rinascita del nostro calcio. Destro ha cominciato con il suo primo gol in azzurro: lancio di Marchisio sulla destra, controllo e colpo vincente del romanista dopo soli cinque minuti. Il buon avvio non ha avuto molto seguito perchè la squadra di Ghedin non ha cambiato il proprio atteggiamento. Un tiro di Diamanti deviato da Hogg e un bel lancio di Marchisio (il migliore) per Osvaldo che è stato contrastato al momento del tiro, sono stati i soli spunti concreti degli azzurri. Un tentativo dell'isolato Mifsud da centrocampo e un tiro di Briffa deviato da Buffon le uniche sortite maltesi. Ma in definitiva il vano dimenarsi di Diamanti, lo scarso apporto di Pirlo e le sterili proiezioni di Cassani e Peluso sulle corsie laterali non hanno sortito gli effetti sperati. Nella ripresa Prandelli ha dato la scossa facendo esordire Insigne al posto di Diamanti. La squadra di Prandelli è parsa rigenerata. Hogg al 12' ha impedito in uscita di andare a gol a Nocerino e Osvaldo. Poi la stanchezza ha preso il sopravvento. Solo un tiro di Marchisio fuori, due colpi di testa di Pazzini, qualche traversone: poco. Il gol di Peluso su angolo al 47' ha arrotondato il risultato, ma c'era stato un netto mani di Pazzini, che si era autodenunciato ma l'arbitro non gli ha creduto. Per Prandelli un mese di meditazioni in vista di Armenia e Danimarca: altre due partite-verità.
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