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08.08.2012

Vanessa, lacrime e rabbia «Mi hanno rubato il podio»

GINNASTICA. L'azzurra attacca: «E la Ponor, argento, non ci sarebbe dovuta essere in finale»
Nel corpo libero Vanessa arriva terza a ex aequo con la Mustafina ma la russa viene premiata con una migliore esecuzione e l'italiana è fuori

Cocente delusione per la nostra ginnasta Vanessa Ferrari

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ARENABARRACKS Un putiferio. Il verdetto della giuria che ha condannato Vanessa Ferrari al quarto posto pur avendo avuto lo stesso punteggio della russa Mustafina (14.900), ha provocato una reazione a catena. La ginnasta, scoraggiata e in lacrime dopo il verdetto, potrebbe decidere di ritirarsi (ma la Federazione spera di evitare il suo abbandono dell'attività), il presidente Agabio si è rivolto al Cio chiedendo di rivedere la regola dell'ex aequo ed ha sottolineato la soggettività dei verdetti dei giudici. «Mi sono sbattuta per poter arrivare a medaglia e per tre decimi in meno una ti frega il podio. Per me è un'altra medaglia di legno». Scoppia in lacrime Vanessa Ferrari dopo il quarto posto nella finale della prova olimpica di corpo libero. Un piazzamento che le ha impedito di mettersi al collo un bronzo che, a un certo punto della gara, sembrava vicino. Poi è arrivata la prova della russa Aliya Mustafina che, nonostante lo stesso punteggio dell'azzurra, è stata premiata dai giudici per una migliore esecuzione, a discapito proprio della 21enne ginnasta bresciana. Vanessa Ferrari non trattiene la rabbia e recrimina anche per l'errore nelle qualificazioni (non punito dai giudici) della rumena Catalina Ponor, poi medaglia d'argento: «Non doveva neanche entrare in finale», tuona l'azzurra. «Ero felice perché, dopo tante medaglie di legno, stavolta pensavo di essermi meritata una medaglia vera. Non vedo tanta differenza fra il mio esercizio e quello della Ponor. Io mi davo un 15.20, se l'ha preso lei lo meritavo anch'io. Il futuro? Deciderò quello che farò quando sarò a casa». Ma il fatto è che la Ferrari, pur avendo fatto meglio della Mustafina (e forse della Ponor) si ritrova al quarto posto, con la medaglia di legno in mano: nel corpo libero, vinto con merito dall'americana Raisman (15.600), la classifica ufficiale dice argento alla rumena Ponor (15.200) e bronzo alla russa Mustafina (14.900) come la Ferrari che era terza nelle qualificazioni, terza è rimasta fino a quando non si è esibita la russa, cui -ripetiamo- è stato attribuito lo stesso punteggio ma, secondo le regole, a pari merito, vale il miglior punteggio d'esecuzione, (9.00 la mustafina, 8,70 la Ferrari). Forse ha pesato il fatto che alla Ponor era stato sottratto poco prima il bronzo alla trave per un reclamo degli americani. Una serie di fattori ha determinato insomma il quarto posto della ginnasta italiana, che è rimasta con la medaglia di legno, senza soldi (il bronzo vale 50.000 euro) e con una grande amarezza che, come ha confermato il coach Casella, potrebbe portarla a piantar tutto lì. In ogni caso, è stato un grande pomeriggio di ginnastica. Nelle parellele simmetriche l'oro era andato in precedenza al cinese Feng Ze con 15.966 punti, davanti al tedesco Marcel Nguyen (15.800) e al francese Hamilton Sabot (15.566): davvero una piacevole sorpresa, in mezzo ad alcuni mostri sacri. Feng Ze si è dimostrato comunque superiore. Nell'esercizio alla trave, sono andate all'attrezzo le donne. La Douglas, gran favorita, è scivolata cadendo e ha perso molti punti, ma anche la russa Komova ha perso l'equilibrio e le due hanno lasciato campo libero alle cinesi Linlin Deng (oro con 15.600 punti) e Lu Sui (argento, 15.500), seguite dalla romena Ponor (15.066). Ma dopo le proteste e un ricorso Alexandra Raisman (14.966) si è presa il bronzo con 15.566 buttando fuori dal podio proprio la Ponor. E per questo forse la giuria con lei è stata più clemente nel corpo libero.

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