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03.08.2012

Ferrari ottava e felice Gaby, è nata una stella

GINNASTICA. L'azzurra resta lontana dalle migliori nell'individuale
Vince la 16enne Douglas: sarà la «Comaneci nera»?

Vanessa Ferrari durante la prova al corpo libero

Vanessa Ferrari durante la prova al corpo libero
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ARENA BARRACKS La 16enne Gaby Douglas è la prima afroamericana a vincere il titolo individuale di ginnastica «all around» e bissa quello conquistato nella gara a squadre. Prima di lei soltanto un'altra donna di colore aveva vinto, nella storia delle Olimpiadi, un oro nella ginnastica: l'altra americana Dominique Dawes ad Atlanta 1996, che però l'aveva conquistata nella competizione a squadre. Dopo il suo successo la ragazza figlia di un reduce dell'Afghanistan ha ricevuto una telefonata di congratulazioni da parte del presidente Barack Obama. «Immagino quanto hai lavorato per arrivare al top», le ha detto il presidente. «Ora rimani così e stai tranquilla». La Douglas è anche la quarta ginnasta Usa un assoluto a vincere l'«all around» dopo Mary Lou Retton, che divenne molto popolare dopo i successi in casa a Los Angeles 1984, Shannon Miller e Nastia Liukin. Nell'individuale di ieri il podio è stato completato dall'argento della russa Victoria Komova e dal bronzo all'altra russa Aliya Mustafina. Ma la Douglas ha entusiasmato in tutte le specialità. La concorrenza era forte, ma si può dire che l'americana abbia dimostrato di avere qualcosa in più delle altre: fantasia nel corpo libero, agilità nelle parallele, dinamismo nel cavallo e tecnica alla sbarra. E soprattutto la simpatia. Forse non è ancora nata una nuova Comaneci, ma si può dire che la 16enne americana è sulla sua strada. Vanessa Ferrari (ottava) e Carlotta Ferlito (21esima) hanno gareggiato nell'individuale con alcune delle stelle della ginnastica artistica mondiale come appunto la Douglas, l'americana Raisman, le russe Komova e Mustafina, la rumena Izbasa: la nostra scuola ha fatto dei progressi, come le gare a squadre avevano fatto vedere col settimo posto e in alcune specialità dell'individuale, ma restaa ncora lontana dalle migliori. Come dimostra l'ottavo posto della migliore delle azzurre. La bresciana alla fine si è detta comunque soddisfatta della sua prova: «A Pechino non ero in forma, qui c'erano americane fortissime ma stavolta anche russe e rumene, tutte di grande valore. Sono al livello del 2006, quando ho vinto i mondiali, ma la ginnastica nel frattempo è cambiata. Sono soddisfatta». «Se è arrivata nelle prime otto significa che è davvero brava, siamo soddisfatti di questo risultato», le parole del tecnico Enrico Casella.

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