02.08.2012
NUOTO. L'ex allenatore francese si dice scettico sull'anno sabbatico della Pellegrini
Anche Morini dice la sua: «È chiaro che qualcosa non ha funzionato. Ma tutto andrà analizzato a mente lucida, adesso è troppo presto»
Philippe Lucas si porta dietro una fama da burbero. Poche parole e tanto lavoro. Insomma, è uno "tosto". Così quando gli parli di Federica Pellegrini e del suo flop in acqua, l'allenatore francese è un misto di paternalismo e frustate. «Federica resta una campionessa», nota con un malcelato rammarico per il risultato della sua ex allieva. E subito dopo chiarisce il suo pensiero sull'ipotesi di "anno sabatico" della nuotatrice azzurra: «Riprendere è molto complicato». Forse troppo per tornare «a livelli altissimi», quelli che spettano a Federica. «È sempre difficile confermarsi», spiega il tecnico di Melun, piccolo paesino a 40km da Parigi. È questo allenatore, che da anni gira tutta la Francia in cerca di una piscina adatta ai suoi "metodi" di preparazione, l'unico ad aver portato la Pellegrini sulla vetta del mondo. Come ai tempi dello storico tecnico della Pellegrini, Alberto Castagnetti. La loro "relazione" si interruppe burrascosamente l'anno scorso, quando la nuotatrice italiana rifiutò di trasferirsi a Parigi. Preferì Roma e la vicinanza al fidanzato Filippo Magnini. La federnuoto azzurra gradì. Ancora oggi Lucas preferisce non rispondere alla domanda: perchè? Ma sono tempi passati. «Sì, qui a Londra con Federica ci siamo incontrati velocemente ma è stata molto affettuosa», racconta Lucas. In Italia, al suo arrivo, "Philippe il vichingo" fu criticato (anche per il suo aspetto: capelli lunghi, canottiera e tatuaggi in bella vista) ma ha lasciato anche molti estimatori, convinti che se Federica fosse rimasta con lui a questi Giochi le cose sarebbero andate diversamente. «Non parlo mai del lavoro degli altri allenatori, non sarebbe corretto», spiega lui anche se «una sconfitta così è difficile da digerire» per Federica. Ma non deve essere «uno choc». «Può capitare - sottolinea - La Pellegrini è una grande campionessa che può tornare a livelli alti tranquillamente». Purchè rinunci alla sua idea di "mollare" per un anno, per Lucas folle: «È troppo complicato riprendere». «Io conosco il suo potenziale, conosco la sua forza e la sua mentalità. Sui 400 metri può dire la sua. Può ancora tornare sotto i quattro minuti» che le sono valsi il record del mondo, la incoraggia Lucas. Chissà che il buon Philippe non possa riaccoglierla nella scuderia di campioni che allena in Francia, come 'il figliol prodigo". Lui fa finta di non capire. Proprio i cugini transalpini hanno stupito qui ai Giochi, mentre l'Italia ha deluso. «Sono cose che succedono. Quella italiana resta comunque una buona scuola di nuoto», sottolinea Lucas. E forse dall'esterno è più semplice vedere la realtà senza che le emozioni inficino il giudizio. «Avete fatto dei buoni campionati europei. Uno choc a volte può servire». Sullo sfondo restano ancora i riflessi della rivalità tra Federica e Laure Manaudou. Anche la francese è tornata dopo un periodo di pausa, ma con risultati deludenti. «C'est different. Sono diverse anche dal punto di vista fisico. Non si possono paragonare...». Ai microfoni di Radio Sportiva, il giorno dopo il quinto posto nei 200sl di Federica, un altro dei suoi ex allenatori, Stefano Morini, viene interpellato: «Faccio fatica a commentare questi scenari visto che sono stato coinvolto in prima persona, confido nell'analisi che adesso farà il suo staff per capire se davvero ci sono delle chiare cause della sua controprestazione, qualcosa certamente non ha funzionato». Morini ha parlato anche di Magnini. «Penso che tutte le critiche siano fondate - ha aggiunto Morini - quando si valutano i problemi a mente fredda. Lo staff farà le sue valutazioni a fine spedizione, delusione e vittorie di Magnini sono di tutti e il più amareggiato sarà Rossetto. Saranno fatte delle correzioni ma è chiaro che tutto questo va analizzato a giochi fermi, a tavolino comunque per cambiare qualcosa». L'attuale allenatore del mezzofondo azzurro del nuoto si è poi soffermato sul rapporto tecnico atleta. «I miei ragazzi se hanno dei dubbi parlano con me e cerchiamo di risolvere i problemi in allenamento; quando un ragazzo va bene o male bisognerebbe accorgersene sempre. In questo anno non sono stato in collegiale con i velocisti, ma quando ci siamo incontrati il lavoro sembrava preparato al meglio». Morini ha parlato anche della speranza Paltrinieri. «Considerando che la formazione è cominciata a settembre dell´anno scorso al centro federale di Verona non avrei mai pensato di arrivare oggi ad avere una chance olimpica per i miei giovani atleti».
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