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Sport

02.08.2012

Le tre moschettiere provano a fare il bis

SCHERMA. Flop spada ma torna in pedana il Dream team del fioretto
Di Francisca, Errigo e Vezzali cercano l'oro a squadre

Arianna Errigo, Elisa Di Francisca e Valentina Vezzali

Arianna Errigo, Elisa Di Francisca e Valentina Vezzali
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EXCEL Bastasse il biglietto da visita olimpico, la gara di fioretto femminile ai Giochi di Londra oggi andrebbe assegnata a tavolino. L'oro, l'argento e il bronzo conquistati sabato sera dalle tre dee della scherma (Di Francisca, Errigo, Vezzali) dovrebbero essere sufficienti a garantire il successo nella gara a squadre ma la scherma è una disciplina strana dove non bastano il curriculum, il pedigree o il ranking. Ne sanno qualcosa Andrea Cassarà e Paolo Pizzo: numeri uno delle classifiche mondiali ma usciti di scena per mano di due sconosciuti, un egiziano e un venezuelano. Campionesse olimpiche nell'individuale nelle ultime quattro edizioni dei Giochi - tre ori per la Vezzali a Sydney, Atene e Pechino, uno per la Di Francisca quattro giorni fa - l'Italia rosa del fioretto vanta un percorso olimpico meno leggendario quando si parla di gara a squadre. Quattro anni fa a Pechino il dream team interruppe la corsa all'oro in semifinale, sconfitta dalla Russia all'ultima stoccata e si dovette «accontentare» del bronzo. Per ritrovare l'enplein bisogna risalire a 12 anni fa, ai Giochi di Sydney, quando la Vezzali in compagnia di Giovanna Trillini, Diana Bianchedi e Annamaria Giacometti salirono tutte insieme sul gradino più alto del podio. «Sulla carta siamo le più forti, ma non sempre le più forti vincono», spiega Valentina alla vigilia della gara. «Ci sono tante squadre agguerrite, le russe, le francesi, le coreane. Non sarà facile ma ce la metteremo tutta». «Abbiamo dimostrato nel corso di questi anni», spiega il ct Stefano Cerioni, «il valore di questa squadra, vincendo prove di Coppa del Mondo, i Mondiali del 2009 e '10, oltre che gli Europei 2009 e '12. Bisognerà salire in pedana con la massima concentrazione, senza pensare alla prova individuale». A livello di squadra le neo olimpioniche dovranno temere soprattutto la Russia: è la squadra che più d'ogni altra mette in difficoltà le azzurre. Basti pensare che le uniche sconfitte del dream team dal dopo Pechino ad oggi sono giunte per mano loro. L'ultimo ko, quello che brucia di più, è arrivato ai Mondiali di Catania nell'autunno scorso, quando le azzurre cedettero per un punto (45-44) in finale. Immediato però il riscatto agli Europei di Legnano pochi mesi fa, con il dream team di nuovo sugli scudi e la medaglia d'oro in tasta. A farne le spese questa volta la Francia.

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