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29.07.2012

I giovani e la fiaccola, una grande emozione

I sette giovani tedofori che hanno acceso il tripode olimpico

I sette giovani tedofori che hanno acceso il tripode olimpico
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Non avrei mai potuto calarmi dentro all'Olimpiade senza la cerimonia di apertura. Partecipare, seppur attraverso le immagini alla televisione, all'apertura dei Giochi di Londra mi ha regalato grandi emozioni. Credo che i simbolismi creati abbiano saputo toccare il cuore e la coscienza di molte persone. Gli inglesi sono stati bravi. Perché nell'esaltazione dei più alti valori olimpici hanno saputo ricordare avvenimenti della loro storia, tante persone, grandi uomini ma anche la gente comune. Tutto è stato concepito in maniera perfetta. Ma non ho visto esaltazione. Anzi: composta discrezione e grande cura dei particolari. È stata una cerimonia curata nei minimi particolari. E si è creato un filo conduttore tra passato e presente. Tra chi ha vinto e contribuito ad esaltare i Giochi e chi rappresenta il futuro: i giovani, la nostra speranza. Poco prima avevo confidato a mio marito: Sono curiosa di vedere chi hanno scelto come tedoforo. Speravo si puntasse su un giovane, su un ragazzo. E non sono rimasta delusa. Poi ci sono stati tanti altri momenti di riflessione. Toccanti, ma in maniera sempre molto asciutta, pulita, attenta. Si era discusso sull'opportunità di ricordare la tragedia di Monaco '72. Gli inglesi, a modo loro, hanno dato spazio al ricordo, alla memoria, utilizzando i volti di chi è passato e adesso non c'è più. Un momento di composto silenzio. Dignitoso e carico di un messaggio positivo per il futuro. Ho apprezzato poi anche la scelta di unire tutte le bandiere su una collina che di fatto ha ospitato i colori del mondo. Mi ha dato il senso di unione e di grande comunione. E raccontandosi gli inglesi hanno usato anche un intelligente senso dello humour. Tipicamente britannico. La Regina ha partecipato alla cerimonia, nonostante l'età, interpretando se stessa ma mantenendo grande regalità. Nessuno si è chiamato fuori. Tanto meno Beckham e il richiamo forte dei Beatles, la comicità tipicamente britannica di Mister Bean. Prima parlavo di simbolismo azzeccato. Ecco: mi è piaciuto anche cogliere l'essenza prima del braciere alimentato dalle fiammelle di tutto il mondo. Gli inglesi hanno raccontato se stessi ma non hanno dimenticato di coinvolgere tutti gli altri. E non è stato solo divertimento, ma anche riflessione. Anche quando la scenografia è cambiata ed è spuntato un ospedale con tanti lettini. Un richiamo alla sensibilità di tutti, per non dimenticare chi non deve essere dimenticato. L'inizio e la fine sono passaggi importantissimi. Adesso viviamo tutto quello che sta in mezzo. Il cuore dell'Olimpiade.

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