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21.07.2012

Setti: «Sono esterrefatto
questo tifo è pazzesco!»

IL PRESIDENTE. Martinelli: «Il pubblico migliore d'Italia, il nostro cammino ci deve portare in A». E aggiunge: «Qui per continuare il progetto del grande Giovanni, il vero presidente. Lavoriamo insieme a una cosa importante»

Maurizio Setti e Giovanni Martinelli SERVIZIO FOTOEXPRESS

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Il colpo d'occhio è impressionante. Le tribune del campetto di via Sogare sono strapiene. I tifosi le hanno tappezzate di striscioni, sventolano bandiere e accendono fumogeni. Sono in quattromila e urlano la loro gioia.  Lo spettacolo lascia «esterrefatto» il presidente dell'Hellas Maurizio Setti. «Che pubblico», dice, «è una roba da pelle d'oca, è impressionante». «Questo calore è davvero pazzesco, loro sono il dodicesimo uomo. Ci sostengono, ci danno forza». I giocatori aspettano di essere presentati, il rumore sugli spalti è assordante.  Gioia incontenibile per una stagione che i tifosi si aspettano entusiasmante. Setti lo sa. Ma prima vuole fare gli «onori» di casa. Fa un passo indietro e vuole sul palco vicino a lui chi lo ha preceduto alla guida del Verona, Giovanni Martinelli. E le gradinate cantano a squarciagola «Martinelli alè alè».  «Voglio fare i complimenti a quest'uomo», dice rivolto al pubblico, «mi ha colpito per la sua grandezza, per la dedizione a questa società: quando ci siamo conosciuti la prima volta io ero uno tra i tanti che erano passati di là e ho capito che forse ero uno dei pochi, forse l'unico, arrivato lì per una cosa che si chiama passione. Passione per lo sport, passione per il calcio. Una passione ovviamente abbinata a questa piazza. Perché è impressionante vedere quello che riuscite a dare. So che sarete anche quest'anno, come sempre, l'uomo in più e questo mi riempie di orgoglio e mi spinge a fare sì che questa società, in campo e fuori dal campo, dia il massimo per fare sempre bene e trovare gli stimoli giusti per un campionato al meglio possibile».  La sfida? «Speriamo di fare una stagione ricca di soddisfazioni. Sta andando avanti un progetto, un lavoro, che non si vede ma che darà i suoi frutti nel tempo e che comprende uno staff dirigenziale che lavora in grande simbiosi. Un valore aggiunto perché Verona merita una squadra che si faccia voler bene e che sappia comportarsi e avere carattere anche fuori dal campo».  «Ma», ci tiene a dire, «i ringraziamenti dovete farli al vero presidente, che è Martinelli». Applausi. Sempre parlando di Martinelli, Setti prima di salire sul palco aveva detto: «Stiamo lavorando e speriamo di arrivare alla fine accontentando il grande Giovanni». Il riferimento è alla conquista della serie A. «Questo», continua, «è il proseguimento di tutto quello che finora lui ha fatto e credo che ci siano enormi meriti. Dobbiamo proseguire su questa strada, per continuare a fare bene. L'unione è nata proprio per questo, per fare qualcosa di vero».  «Anche perché», aggiunge, «la squadra può lottare seriamente, il campionato di serie B è stranissimo, sono andate via squadre come Sampdoria e Torino ma resta comunque molto duro e impegnativo perché rimangono delle signore squadre e tutte si daranno da fare. Fino alla fine ci sarà da lottare, questo è sicuro, noi faremo la nostra parte cercando di fare il meglio possibile, poi dopo è chiaro che il mister e i giocatori faranno la differenza anche nello spogliatoio». E il sogno? «Vedere uscire i giocatori dal campo con la lingua che tocca per terra, questo già sarebbe il massimo. Poi il resto si vedrà».  Intanto dagli spalti il coro «Martinelli Martinelli» non si ferma. E lui, Giovanni, guarda le gradinate e saluta con la mano. «Questa è gente vera», dice, «fa tutto con il cuore, è la tifoseria più bella d'Italia». E ripensando alla stagione passata, rimane il rammarico di aver sfiorato un sogno. «Sì, rimane l'amaro in bocca», ammette, «però solo vedendo l'approccio della nuova squadra viene voglia di vederla subito all'opera. Abbiamo fatto le cose seriamente e, come si diceva, questo è un prosieguo, un cammino che ci deve portare assolutamente su».


Marzio Perbellini

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