11.06.2012
In conferenza stampa Prandelli non ha bocciato l'attaccante del Manchester City, ma l'ha criticato duramente per il pasticcio combinato nell'area avversaria: «Non so cosa sia successo a Mario quando si è trovato solo davanti a Casillas, probabilmente aveva due opzioni, s'è confuso, e invece in quei casi l'attaccante deve fare una scelta precisa. Lì, doveva passare il pallone a Cassano. Invece l'ammonizione non mi preoccupa più di tanto. Però nessun rimprovero, nessuna punizione». Invece il commissario tecnico s'è detto orgoglioso di come l'Italia, uscita da un momento nerissimo, abbia retto il confronto con la Spagna. Se gli iberici hanno fatto il pieno quanto a possesso palla (64% contro 36%), gli azzurri hanno costruito più occasioni di andare in gol: prima con Cassano, poi con Thiago Motta, quindi con Balotelli e Di Natale. Una netta inversione di tendenza rispetto alle ultime tre amichevoli perse senza segnare neppure una rete. A sorpresa Del Bosque non ha schierato attaccanti di ruolo cercando di imitare gli schemi del Barcellona, ma ha affidato a Fabregas il compito di fare da punto di riferimento alle manovre offensive. E il campione del Barcellona gli ha dato ragione firmando il pareggio prima di lasciare il campo a uno sciagurato Torres. Ma l'evidente superiorità territoriale ha partorito solo tre altre occasioni, due con Iniesta, una con Torres. E i media, da quanto è uscito sui siti internet, l'hanno già messo sulla graticola. Il pari di ieri lascia tuttavia più d'un interrogativo anche sulle prospettive della nostra nazionale che dovrà proporsi in versione più offensiva nelle prossime due partite. Da vincere e basta, specie dopo il risultato di Croazia-Irlanda che ha sparigliato la classifica. Guai a dimenticare che la squadra di Bilic è ottava nel ranking Fifa e, nel precedente europeo, ha vinto il proprio girone mettendo in fila Germania, Austria e Polonia. Ma sulla partita di Poznan pesano gli errori dell'arbitro olandese Kuipers che ha convalidato una rete in fuorigioco del croato Jelavic e non ha concesso un rigore su Keane. Su questo versante Trapattoni non ha mai fortuna, basta ricordare cosa ebbe a subire nel mondiale nippo-coreano alla guida dell'Italia e, più avanti, da ct dell'Irlanda, nella sfida con la Francia, che valeva la qualificazione al Mondiale in Sudafrica. Indimenticabile il gol dei transalpini viziato da un duplice mani di Henry.
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