Bentornato, Mondonico «Si è chiuso un cerchio...»
QUI NOVARA. Il primo pensiero del nuovo allenatore piemontese
NOVARA «Il primo pensiero è che si è chiuso il cerchio: alla fine di gennaio scorso l'operazione, a distanza di un anno il caso vuole che torni a fare la vita che ho sempre fatto» le prime parole di Mondonico, neoallenatore del Novara. «Dispiace per Tesser, durante i miei momenti difficili si è sempre interessato e mi è stato vicino: il calcio e la vita sono fatti anche di queste cose. Mi auguro che il Novara possa far bene, i meriti sarebbero soprattutto suoi» ha detto ancora . Dici Emiliano Mondonico e pensi subito al Torino, a quella finale di Coppa Uefa persa nel 1992 e a quella di Coppa Italia invece vinta nel 1993. Oppure pensi ai tanti anni trascorsi all'Atalanta o alla Cremonese, o alla controversa esperienza nella Fiorentina (promozione in A e poi esonero dopo poche giornate per contrasti con la società), sua dichiarata squadra del cuore. E pensi soprattutto alla partita più difficile giocata dal «Mondo», quella contro un tumore che lo ha allontanato dalla panchina dell'Albinoleffe per qualche partita, prima di tornare in tempo per salvare la squadra e poi farsi nuovamente da parte, per proseguire la rincorsa alla vita. Una rincorsa finita bene, come tante altre avventure, una rincorsa che gli dà lo slancio per un'altra delle sue missioni impossibili. Emiliano Mondonico è un tecnico esperto, affidabile, una certezza. E per questo il Novara si affida a lui per centrare una salvezza che al momento appare proibitiva. Classe 1947, il «Mondo» ha iniziato la carriera di allenatore nel 1979 (giovanili della Cremonese), iniziando con il club grigiorosso in prima squadra nel 1981 in B e ottenendo tre anni dopo il ritorno in A dopo 54 anni. Due anni dopo andò al Como, quindi (1987/88) passò all'Atalanta, centrando l'immediata promozione nella massima categoria con il club bergamasco, con cui visse l'esaltante esperienza in Coppa delle Coppe (ko in semifinale con i belgi del Malines) e altri due campionati di altissimo livello prima dell'approdo al Torino (1991). Nelle tre stagioni in granata ottenne i migliori risultati della carriera, poi di nuovo Atalanta e ancora Torino. In seguito ha allenato a Napoli, Cosenza, Fiorentina, Albinoleffe, Cremonese quindi ancora all'Albinoleffe, stoppato solo dalla malattia. Bentornato, «Mondo».
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