«Giannini? Lo conosciamo bene
Preparato, schietto... vincente»
LA CARTA D'IDENTITÀ DEL MISTER. Cosa pensano del tecnico i gialloblù che sono già stati allenati dal Principe. Il clan Gallipoli non ha dubbi: «L'uomo giusto per il Verona. Fa lavorare il gruppo con intensità e trasmette le sue idee ai giocatori»
Verona. Sette guerrieri per un Principe. Potrebbe essere il titolo di un film in costume medievale ma non è così. Sono i giocatori che difendono i colori del Verona che sono già stati allenati da Giuseppe Giannini a Gallipoli. Quattro hanno giocato nel Verona anche l'ultima stagione - Cangi, Russo, Esposito e Di Gennaro - Mancini, Scaglia e Abbate sono arrivati quest'estate. Uno «zoccolo» duro che può dare qualcosa in più a una squadra che deve ripartire praticamente da zero per cancellare la grande delusione per la mancata promozione in serie B e riconquistare la fiducia dei tifosi.
«L'uomo giusto per il Verona - ammette Francesco Cangi, una stagione con Giannini a Gallipoli e la promozione diretta in B - ha grande personalità, ha carattere, può dare qualcosa in più al gruppo».
Un anno fortunato con il Principe anche per Gennaro Esposito. Una soddisfazione importante non solo per la squadra ma anche per il regista napoletano. «Mi ha dato tantissimo - confessa Esposito - con Giannini c'è stato subito feeling, quando un allenatore ti trasmette fiducia tutto diventa più facile. Tra l'altro è stato proprio lui a costruirmi in questo ruolo. Prima giocavo più avanti, da mezzala, oppure dietro le punte. Giannini mi ha arretrato di una trentina di metri, mi ha messo davanti alla difesa per giocare molti più palloni, per prendere palla e ripartire». Proprio in questo ruolo Esposito si è confermato anche a Verona come uno dei registi più forti di Lega Pro. «Giocatore da categoria superiore», dicevano molti addetti ai lavori. In effetti dopo il riscatto della comproprietà da parte del Verona molti club hanno bussato alla porta gialloblù per avere Esposito, Frosinone e Pescara davanti a tutti. Ma il centrocampista sembra intenzionato a restare, soprattutto dopo l'arrivo di Giannini. «Il mister in panchina è una certezza - sottolinea - resto perchè si può costruire un progetto importante».
Deve riscattare sei mesi difficili e ritrovare la via del gol con più facilità. Francesco Di Gennaro è inseguito da Lanciano, Salernitana e Sassuolo ma non vede l'ora di scendere in campo con la maglia dell'Hellas. «È arrivato un allenatore preparato, un tecnico che fa lavorare molto la squadra perchè vuole salire in alto, ha grande ambizione e sa trasmettere questi valori ai suoi giocatori - ammette l'attaccante del Verona - sì, è vero, non le manda a dire, è schietto, quando deve fare un appunto lo fa immediatamente, senza tanti giri di parole. Ma è sempre una persona corretta, mette amche la sua esperienza da giocatore a disposizione del gruppo e si capisce subito che dà grande fiducia alla squadra che allena». Qualcuno dice che tra Di Gennaro e Giannini non corresse troppo buon sangue nella prima fase del campionato di serie B.
«Voci completamente false - ribatte Di Gennaro - con il mister c'è sempre stato un buon rapporto anche perchè ho fatto venti gol con lui. Sì, sono finito anche in panchina ma questo non rovina il nostro rapporto. Ho sempre rispettato chi mi rispetta».
Una stagione difficile a Gallipoli, invece, per Massimiliano Scaglia, Matteo Abbate e Mancini. «Ci siamo trovati in una situazione incredibile - racconta Scaglia - tante difficoltà da affrontare soprattutto lontano dal campo però siamo cresciuti moltissimo, soprattutto come professionisti, come uomini. In queste difficoltà il mister è sempre stato un punto di riferimento, non ci ha mai lasciato soli».
Tanta qualità al servizio della squadra anche per Manuel Mancini, una pedina importante nel «centrocampo al fosforo» che cerca di costruire Giannini. «Al mister piacciono i giocatori con i piedi buoni e queste scelte confermano la sua filosofia - spiega Mancini - cerca di mettere in campo una squadra pronta a divertire. Sa lavorare e sa comunicare, è un vantaggio per tutto il gruppo». Soddisfatto della scelta anche Abbate. «Giannini ha idee chiare, sa come far giocare la squadra ma aiuta tutti i giocatori a progredire tecnicamente - conclude il difensore del Verona - lavori individuali che ti fanno migliorare tantissimo».
Luca Mantovani
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