Armonia Di Carlo L'Amaro Seedorf è già digerito
IL CHIEVO RIPARTE. Mirino sulla sfida-salvezza di domenicaIl tecnico accetta con serenità sconfitta e sviste della terna arbitrale: «Ho rivisto una squadra in palla fisicamente e mentalmente: pensiamo al Catania»
La sassata in extremis di Seeedorf è «una giocata straordinaria», le discutibili scelte di arbitro e assistenti «vanno accettate» e la sconfitta di domenica a San Siro, pur amara, ha comunque riconsegnato al campionato «una squadra che sta benissimo fisicamente e mentalmente» e che «ha già cominciato a pensare al Catania»: Mimmo Di Carlo - che l'aplomb non l'aveva perso manco domenica a San Siro, appena sentenziata la dolorosa sconfitta del suo Chievo - riparte da Veronello a malesseri azzerati. Di più, con la certezza che ci sono tutte le condizioni per incasellare al più presto altri punti salvezza.
L'OLANDESE, CHE JOLLY. A mente fredda, alla ripresa del lavoro, il tecnico rivede il film della prodezza balistica che ha condannato Sorrentino con naturale fatalismo: «Osservato da dietro devo dire che Seedorf è stato bravissimo... Fortunatissimo sul rimpallo con Simone Bentivoglio ma bravissimo a indovinare l'angolino alto colpendola di controbalzo. A quel punto», e sorride, «era l'unico modo in cui il Milan poteva segnare».
La griffe di un destino maligno, ma anche la conferma della capacità dei gialloblù di tenere il campo nella tana del Diavolo: «In effetti c'è rammarico ma resta la grande prestazione», spiega Di Carlo. «Ho ritrovato la squadra giocare nel modo giusto, una squadra che fisicamente sta bene. Bisogna tenersi queste cose, quelle positive, e ricominciare a pensare al Catania e a far punti».
Sulle spalle e nel cuore, però, in quegli ultimi 5', il peso devastante di un risultato per tanti versi iniquo: «Io ho cercato subito di far coraggio e ridare fiducia ai ragazzi. Quel gol l'abbiamo accusato e il ko fa male», rivela l'allenatore, «ma noi guardiamo avanti. Guardiamo alla prestazione fatta e a quallo che dovremo fare contro il Catania».
GIALLI E DINTORNI. Oltre il risultato. Oltre le sviste, più o meno marchiane, infilate da Morganti e dai suoi collaboratori: «Offside? Ammonizioni? Diciamo che ci poteva stare qualche giallo in più ai giocatori del Milan. Ma più ancora, magari, qualcuno in meno ai nostri. L'arbitro ha giudicato diversamente: nessun dramma. Dico che sono stati bravi i ragazzi a non farsi condizionare e a non innervosirsi. Del resto sappiamo come va il calcio: a volte si danno ammonizioni gratuite, altre volte ne vengono risparmiate per falli più pericolosi come è accaduto a Bari per Morero o a Milano per Sardo dopo quell'entrata di Ronaldinho. Lo sappiamo: sono cose che succedono, non c'è uniformità di giudizio e ci sarà sempre da discutere».
Come sta facendo, occupandosi indirettamente anche delle sorti gialloblù, anche Josè Mourinho: «Milan a -1? Se dico quello che penso mi danno altre tre giornate», il suo sfogo pre-Champions. Che farebbe pensare a una corsa-scudetto alterata - anche domenica sera - dalle libere interpretazioni delle giacchette nere: «Ma io di Inter e Milan non parlo. A me interessa solo del Chievo», commenta ancora Di Carlo. «Io difendo la mia squadra e i nostri tifosi. E dico che bisogna abbassare i toni pur consapevoli di aver subito gli effetti di due errori determinanti. Ma che fanno parte del gioco. Speriamo che la prossima volta ci capiti l'inverso».
OLTRE I CAMBI. E si potrebbe discutere all'infinito pure dei cambi operati al Meazza.
A cominciare da quello tra De Paula e Ariatti: «Inutile parlarne ora. Di se e di ma si può discutere tutte le domeniche. In ogni caso ho fatto il cambio perché mi serviva uno che coprisse di più la fascia. E comunque tutti quelli che hanno giocato, anche quelli che sono subentrati, hanno dato tutto quello che potevano».
Prua dunque puntata al match di domenica prossima: «Dovremo essere bravi a dare il meglio di noi stessi. Io resto fiducioso. E anche la squadra deve esserlo».
Francesco Arioli
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