Ampliare la discarica? Si rafforza il fronte del no
PESCANTINA. Al dibattito del Pd sul futuro di Ca' Filissine tutti contro l'ipotesi di allargare l'area di smaltimentoLe cave di ghiaia limitrofe all'impianto non devono essere destinate ad accogliere altri rifiuti solidi urbani PAOLA ZANOLLI
No ad ampliamenti futuri per la discarica di Ca' Filissine e una chiara destinazione d'uso delle cave di ghiaia limitrofe all'impianto. Due le conclusioni del dibattito promosso dal Partito democratico di Pescantina con la presenza del geologo Michele Sommaruga, di Michele Bertucco, presidente di Legambiente, del coordinatore provinciale del Pd, Diego Zardini, del consigliere di opposizione Paola Zanolli e del sindaco Alessandro Reggiani.
Sul tappeto la questione ormai più che ventennale del sito di Ca' Filissine che ospita la più grande discarica di rifiuti del Veneto, sottoposta a sequestro dall'autorità giudiziaria dal 29 agosto 2006. Questo stop rischia di diventare un peso insopportabile per il Comune di Pescantina che, più volte, ha ribadito la sua impossibilità di far fronte alle spese di gestione in mancanza di entrate.
Il tavolo tecnico promosso dal nuovo prefetto di Verona, Perla Stancari, sembra aver impresso alla soluzione del problema una decisa accelerazione col mettere insieme Provincia, Regione e i principali enti di controllo e di gestione.
L'incontro è stato aperto da Michele Sommaruga, geologo, e attivo da molti anni sul'impianto, che ha ripercorso a grandi tappe la storia del sito fino alla situazione attuale. «Ci possono essere», ha spiegato il tecnico, «più ipotesi sulle ragioni che hanno portato alla chiusura dell'impianto: una lesione sul fianco della discarica; la discarica vecchia, ora designata come vigneto Ferrari, come emerge dal pozzo M7 che ha evidenziato presenza di quantità anomale di ammoniaca; il fianco orientale della discarica. E' materia difficile: di certo va bonificato il vigneto Ferrari».
Michele Bertucco, presidente di Legambiente, ha sottolineato come per parecchio tempo il problema di Ca' Filissine sia sparito «in un rimpallo di responsabilità tra gli enti preposti». Ha ribadito che la procura mantiene fermo l'impianto per il pericolo di inquinamento e che, in relazione alla progettata bonifica, «qualcuno sta pensando all'ampliamento». «La situazione di Verona è difficile», ha concluso: «con una discarica sequestrata e con Ca' del Bue che non parte c'è il rischio dell'emergenza. Bisogna mantenere alta la raccolta differenziata».
Diego Zardini ha esposto la mozione del Pd sui rifiuti, mettendo in luce il problema finanziario dell'uso dei fondi del post-mortem, la richiesta di stanziamenti per il percolato, la necessità di puntare ad una soluzione che non lasci solo il Comune di Pescantina.
Il consigliere Paola Zanolli ha ribadito che Ca' Filissine è considerata centrale nel Piano dei rifiuti della Provincia e che «il sindaco non ha fatto nulla per opporsi a questo». «La notizia positiva dell'incontro dal Prefetto», ha concluso, «è bilanciata dalla preoccupazione per la necessità delle ingenti somme che servono per la bonifica e la gestione ordinaria della discarica. Non vorrei che questo fosse una premessa per un altro ampliamento dell'impianto».
In chiusura la richiesta, auspicata da Bertucco di una delibera di intenti del Consiglio comunale con un no ad altri ampliamenti. Una chiara posizione sull'uso futuro della cave Vignega e Vigneghetta, limitrofe alla discarica, è stata chiesta da Franco Benedetti.
Lino Cattabianchi
Lino Cattabianchi
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