Esami completi al seno
Ora l'ecografia si paga
ULSS 22. Un colpo alla prevenzione: prima le donne ogni due anni potevano usufruire dell'esenzione ora invece il ministero ha imposto la tassa per i test radiologico Da marzo non è più gratuito il controllo collegato alla mammografia: si versa il ticket di 36,15 euro
La sanità pubblica tira i cordoni della borsa e a farne le spese sono le donne. Da qualche mese, infatti, non è più gratuita l'ecografia annessa alla mammografia, quindi le donne tra i 45 e i 69 anni, che fino a poco tempo fa potevano usufruire dell'esenzione del ticket ogni due anni (si pagava un anno si e un anno no), per fare l'esame completo di ecografia ora devono pagare il ticket di 36,15 euro. Spieghiamo: per la mammografia con annessa ecografia si pagano 36,15 euro nell'anno in cui non cade l'esenzione; l'anno dopo, per lo stesso esame, fino a marzo non si pagava nulla poi è stato inserito il ticket per l'ecografia e l'importo da versare, quindi, è sempre di 36,15 euro. Morale: di fatto, anche nell'anno di esenzione, si paga ugualmente il ticket.
Secondo il direttore amministrativo dell'area ospedaliera dell'Ulss 22 Virgilio Asileppi si tratta di una scelta dettata dalla necessità di razionalizzare la spesa pubblica. Spiega: «L'ecografia non è mai stata esente dal pagamento fin dal 2001 quando è diventata gratuita poiché considerata esame di secondo livello quindi prescrivibile dal medico specialista radiologo che nel momento in cui esegue la mammografia può richiedere con propria impegnativa anche l'ecografia per ulteriore approfondimento». Sino ad oggi, però, le donne si sono sempre recate in ospedale con l'impegnativa del medico di base, che prescriveva «mammografia più ecografia» e non si pagava l'esame. Ora non funziona più così. Asileppi spiega il perchè: «Fino ad ora abbiamo lasciato correre gli errori delle impegnative, adesso non possiamo più farlo poichè dall'ottobre 2008 è entrato a regime l'articolo 50 della Finanziaria volto al monitoraggio della spesa sanitaria, con il quale si applica la sanzione a carico delle Ulss di 2 euro per ogni impegnativa errata».
Il regime di esenzione alla mammografia, a scopo di prevenzione del tumore alla mammella, è stato disciplinato da una circolare della Regione Veneto il 17 ottobre 2002, (numero 48258/ 50.01.51) che dice: «L'ultima legge finanziaria per l'anno 2002, modificando la disposizione normativa nella parte relativa all'esame mammografico, ha previsto che il regime di esenzione sia esteso a tutte le prestazioni di secondo livello qualora l'esame mammmografico lo richieda. Ulteriori approfondimenti clinico-diagnostici che si rendessero necessari potranno essere prescritti dal medico specialista radiologo. Tra gli accertamenti prescrivibili di secondo livello, rientrano: l'esame clinico delle mammelle, l'ecografia, l'agoaspirato con citologia, l'agobiopsia con esame istologico, altri successivi esami più complessi secondo giudizio medico specialistico. L'ambito di intervento, che porta ad estendere il regime di esenzione in un contesto aziendale, dove spesso a un rilevante accesso spontaneo alla mammografia, risulta sovrapporsi l'esecuzione del programma di screening mammografico».
Il nocciolo del problema sta proprio in queste ultime righe del documento (vedi articolo a fianco). Il 20 febbraio 2009 è stata emessa una nuova circolare regionale, la numero 96970, che riconferma esattamente il contenuto di quella del 2002: l'esame completo si paga.
Annamaria Schiano
Annamaria Schiano
