29.08.2012
GREZZANA. Accolto il ricorso di un privato contro la delibera firmata nel 2010 dal commissario
Oggi il sindaco Fiorentini incontra i tecnici per decidere se rifare la procedura oppure rivolgersi al Consiglio di Stato
Una nuova vera doccia fredda, dopo quella della frana di Senge, che avrà un peso notevole sul comune guidato dal sindaco Mauro Fiorentini e sui cittadini. Il Tribunale regionale del Veneto, seconda sezione, ha accolto il ricorso presentato da un'azienda locale per l'annullamento della deliberazione del 27 aprile 2011 che approva il Piano degli interventi seconda fase e recepisce cinque accordi di programma. Questa delibera era stata firmata dal commissario ad acta, architetto Alfredo Pasquetto, nominato dalla Regione con decreto del 13 dicembre 2010 con i poteri del Consiglio comunale, «verificatesi le condizioni di incompatibilità». Oggetto della controversia è la nuova zona residenziale, in via Caduti del Lavoro, nei pressi del cimitero, area nel Prg del 1992, classificata «fascia di rispetto coni visuali e rispetto cimiteriale» e nel Pat, Piano di assetto territoriale, approvato dalla Giunta regionale del Veneto a luglio 2008 e qualificata «ambito di urbanizzazione consolidata», cioè soggetta ad interventi di nuova costruzione o di ampliamento dell'esistente. La vicinanza della zona residenziale con quella produttiva potrebbe diventare fonte di situazioni conflittuali. Il Tar ha deciso che «la deliberazione impugnata è stata assunta in violazione del quinto comma dell'art. 38 del decreto 267/2000 e va annullata». Cioè la delibera a firma del commissario ad acta, che approva il Piano interventi «è stata assunta dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, nell'arco temporale immediatamente precedente le elezioni amministrative». Inoltre il Tar ha ritenuto che «l'approvazione del Piano degli interventi non costituisce atto di natura urgente e improrogabile» e quindi non c'erano «le condizioni di legittimità perché detta importante deliberazione potesse essere presa nell'imminenza delle nuove elezioni, privando così la nuova compagine amministrativa della possibilità di valutare le esigenze del territorio comunale». Questa sentenza di fatto «blocca tutta l'attività urbanistica», dice il sindaco Fiorentini, «cioè le autorizzazioni a costruire, oltre a rendere inattuabili quelle già rilasciate rientranti nell'ambito del Piano degli interventi – fase due». Il sindaco anticipa: «Incontrerò subito i tecnici comunali, gli estensori del Piano degli interventi e i legali per individuare le strade da intraprendere per uscire dalla situazione e tutti i consiglieri per informarli di tutto». Le strade da intraprendere sembrerebbero due: impugnare la sentenza del Tar o rifare la procedura del Piano degli interventi, ma il sindaco non si pronuncia. Con un' altra sentenza il Tar invece ritiene legittime le procedure attuate dalla precedente amministrazione inerenti la lottizzazione «Corte Gaspari» a partire dalla variante al Prg inerente la riduzione della «fascia di rispetto - tutela ambientale e cimiteriale» a 50 metri, al recepimento dell'accordo pubblico privato nel Piano di interventi - fase uno, alle successive autorizzazioni. Il Tar ha ritenuto che «non vi è lesione effettiva e un danno certo della sfera giuridica del ricorrente» e non è sufficiente «il concetto della mera vicinanza» in assenza «della prova della diminuzione del valore dei beni immobili di proprietà conseguente alle nuove previsioni urbanistiche approvate».
Alessandra Scolari
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