17.08.2012
VESTENANOVA. Buone notizie per la scuola materna San Leonardo, che riaprirà a settembre
Venezia ha detto sì a due sezioni Purtroppo restano senza lavoro le insegnanti e il personale non docente in carico alla parrocchia
Sa di miracolo la notizia giunta dall'Ufficio scolastico regionale di Venezia all'Istituto comprensivo di San Giovanni Ilarione e rimbalzata nel municipio di Vestenanova: «La scuola d'Infanzia parrocchiale San Leonardo dal 1° settembre sarà statale». Non solo. Forse per intercessione del suo santo protettore la scuola potrà anche vantare due sezioni e rispondere pienamente alle esigenze di un bacino d'utenza che con la concessione di una sola sezione (comunque bene accetta) sarebbe stato comunque fortemente penalizzato. È raggiante Yuri Pandolfo, assessore alla cultura del Comune di Vestenanova, che da mesi segue passo passo l'iter della San Leonardo: «La stretta collaborazione con il dirigente scolastico di San Giovanni Ilarione, Ugo Carnevali, e con il parroco don Gianluca Bacco ha dato vita a una sinergia fra enti che ha giocato un ruolo rilevante sia negli uffici scolastici provinciali sia in quelli regionali. E l'estenuante attesa di questi mesi estivi», aggiunge Pandolfo, «ora viene ripagata: i nostri bambini a settembre potranno tutti frequentare la materna, anche quelli in lista d'attesa nella statale di Bolca». Il futuro, per i 41 bimbi iscritti si configura con un'organizzazione scolastica nuova: ciascuna delle due classi avrà due insegnanti, più l'insegnante di religione cattolica; due saranno le bidelle e la retta mensile che, a partire da settembre sarebbe stata di 150 euro, sarà praticamente dimezzata. En plein insomma per l'amministrazione comunale di Maurizio Dal Zovo che ha fortemente voluto dare una svolta a una situazione di insostenibilità, per raggiungere risultati insperati in tempi in cui si parla solo di tagli per la scuola. Una svolta che è sinonimo di salvezza per la materna di Vestenanova da quando è emerso che il bilancio segnava rosso profondo, nel corso dell'anno scolastico concluso a giugno, e che, per continuare con la gestione privata, oltre alle rette e ai vari contributi, bisognava trovare un finanziamento di almeno 25 mila euro ogni anno. Cosa impensabile. «Da gennaio è stato tutto un percorso a ostacoli e sembrava che mai ce l'avremmo fatta ad ottenere la statalizzazione», confessa Pandolfo, al suo primo mandato amministrativo, «ma determinanti per l'iter burocratico sono stati prima l'accordo con l'economato della Curia di Verona e poi l'assemblea di maggio nella quale ho raccolto l'ampio consenso dei genitori nel seguire la strada della statalizzazione, accettando anche una sola sezione». E tutto ciò ha aiutato molto in sede regionale. «Il mio pensiero a questo punto», conclude Pandolfo, «va al personale docente e non docente della scuola parrocchiale, che ha perso il lavoro in un periodo di grande criticità. Ma era solo questione di tempo, perché la Curia stessa aveva anticipato che il deficit della scuola era tale da non consentirne il funzionamento oltre il prossimo anno scolastico».
Mariella Gugole
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