01.08.2012
MONTECCHIA. Passa il sì per i primi contatti sull'acquisto dell'immobile di proprietà della parrocchia di Santa Maria
Il Comune ha diritto di prelazione ma nel dibattito in Consiglio si sottolinea che fu già pagata con le offerte dei cittadini
La parrocchia di Santa Maria mette il cartello vendesi sulla Sala della Comunità. Il potenziale acquirente, in forza del diritto di prelazione maturato con un comodato d'uso molto datato, è il Comune di Montecchia che ora tratterà per non perdere l'unico grande spazio coperto per tutti del paese, costruito negli anni Venti e passato da sala della dottrina a Patronato, quindi da teatro Palladio a Sala della comunità con un futuro, già scritto, da Centro convegni. La questione ha debuttato in Consiglio comunale perchè la giunta del sindaco Edoardo Pallaro ha chiesto all'assemblea il via libera all'istituzione di una sorta di commissione amministrativo-tecnica per dar corso alle trattative con la parrocchia. Pallaro ha fatto riferimento a una comunicazione firmata dal parroco, monsignor Franco Coffetti, con la quale la parrocchia avvisa dell'intenzione di vendere la Sala e la propone al Comune con diritto di prelazione. «Non faremo alcun mutuo, anche perchè dal punto di vista contabile il Comune non può farlo. Va deciso in quanti anni il Comune pagherà il bene alla parrocchia. Posso solo dire», ha spiegato Pallaro ai consiglieri, «che il prezzo ventilato è di molto inferiore a quello di mercato. L'unica riserva che ho riguarda il fatto che deve essere prevista l'impossibilità per il Comune di venderlo per un certo numero di anni. Serve un'acquisizione blindata per il presente e per il futuro». Una sorta di cambio di pelle la Sala, per altro, l'ha già fatto, visto che nell'ordine del giorno del Consiglio dell'edificio, sempre più utilizzato per conferenze, attività culturali, convegni, mostre, serate musicali, si è già iniziato a parlare come di Centro convegni. Lorenzo Bolla, che nel corso della seduta ha comunicato di essersi staccato del gruppo Autonomia e buongoverno dando origine a un Gruppo misto, ha manifestato la propria preoccupazione per la salvaguardia architettonica della Sala qualora venga messa sul mercato. Giovanni Marcazzan (Buongoverno) ha preso le distanze: «La Sala della comunità venne pagata anche dalla comunità e quindi non ha senso che il paese debba ricomprarsi qualcosa che è già suo». Pallaro ha posto l'accento sulla distinzione tra fedeli e cittadini, aggiungendo che «comunque, quando passò a Sala della comunità, l'ex teatro venne pagato tre volte». Sul concetto di «dono dei fedeli» si è soffermato anche Bolla, e Pallaro ha osservato che dietro la proposta c'è anche un consiglio parrocchiale. Attilio Dal Cero (Lega Nord) l'ha messa su un altro piano: «Sono beni della Curia di Vicenza e se la Curia decide non c'è ma che tenga. Tenendo presente lo storico comodato, potremo proporre una specie di riscatto, uno pseudo affitto che pareggi i costi di manutenzione. Sarà dura, ma almeno proviamoci». Infine il voto: sì all'apertura delle trattative con la sola eccezione del consigliere leghista Antonio Roberti che si è, invece, astenuto.
Paola Dalli Cani
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