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24.06.2012

Non sono state ammesse le spese che non erano corredate da giustificativi

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Questi gli atti comunicati da Roma. Il ministero delle Risorse agricole nel dicembre 2009 ha concesso al Comune di Arcole un contributo di 90 mila euro, pari all'80 per cento del preventivo di spesa presentato dal Comune di 112.500 euro, per l'iniziativa «L'agricoltura incontra i cittadini». Per tale iniziativa, con decreto protocollo 24563 del 30 novembre 2011, è stato liquidato l'importo di 12.630 euro, poiché a seguito dell'esame della rendicontazione effettuato dalla competente commissione di controllo, «non sono state ammesse le spese per acquisto di alcuni beni, spese non corredate dai necessari giustificativi (fatture o mandati di pagamento), spese non riconducibili al progetto approvato o non attinenti al carattere dell'iniziativa». Il 27 dicembre 2010 poi, lo stesso ministero ha concesso un contributo di 78 mila euro, pari al 90 per cento del preventivo di spesa ammessa di 86.667 euro, per la «Fiera degli asparagi» che si è svolta tra l'aprile e il maggio dello stesso anno. Con decreto protocollo numero 24562 del 30 novembre 2011, è stato liquidato l'importo di 8.175 euro, poiché a seguito dell'esame della rendicontazione effettuato dalla Commissione di controllo, «non sono state ammesse spese per acquisto di beni, spese non corredate dai necessari giustificativi, spese non riconducibili al progetto approvato o non attinenti al carattere dell'iniziativa». Infine il 23 dicembre 2010 sempre il ministero dell'agricoltura, ha concesso un contributo di 82 mila euro, pari al 90 per cento del preventivo di spesa sottoposto di 91.100 euro, per la «Fiera di San Martino ed Arcole Doc», svoltasi il 13 e 14 novembre 2010. Con decreto numero 24564 del 30 novembre 2011 è stato liquidato l'importo di circa 31 mila euro, sempre per fatture mancanti o non attinenti all'iniziativa. Su 250 mila euro concessi in prima istanza, sono stati liquidati da Roma al Comune di Arcole, appena 51.800 euro. Nelle casse arcolesi, mancano poco meno di 200 mila euro, che non sono stati erogati, senza nemmeno dare una motivazione certa all'ente locale. A questo punto il ministero in questione fa sapere che non avrebbe proceduto alla liquidazione di quanto concesso, non per mancanza di fondi, in quanto dette somme erano state comunque impegnate nel bilancio dello Stato, «bensì per assenza di idonea documentazione a rendiconto delle attività svolte e delle relative spese sostenute». La domanda sorge spontanea: Comune e ministero non potevano chiarirsi prima di adire le vie legali?Z.M.

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