24.06.2012
TRADITI DAL VENTO. Dopo il tragico bilancio di inizio estate, cinque morti in 48 ore, anche ieri numerosi allarmi sul lago
Intanto è stato ritrovato il corpo del secondo pescatore caduto in acqua: era a cento metri dalla riva fra Sirmione e Peschiera
È stato recuperato nel primo pomeriggio di ieri il corpo di Mario Bombana, il pescatore di 55 anni di Pozzolengo che insieme all'amico Marco Perdoncin, 50 anni di Desenzano del Garda, era uscito giovedì sera dalla darsena di Rivoltella molto probabilmente per la pesca delle sardine. Un'uscita abituale, come quella di molti altri pescatori in quella stessa sera. Ma quella sera, dopo che i due erano usciti, si è alzato improvviso l'ander, vento capace di correre a grandi velocità. I due sono stati visti rientrate a Sirmione, ma probabilmente, una volta calato il vento, hanno deciso di riuscire. Sono stati i familiari a lanciare l'allarme il mattino seguente. Immediate le ricerche. Il primo ad essere avvistato e recuperato venerdì è stato proprio Perdoncin, conosciuto tra gli appassionati per la sua prudenza. Le ricerche del suo amico, sospese venerdì solo al calar della luce, sono riprese subito nella mattinata di ieri. Verso le 11 il ritorno del vento ha costretto le imbarcazioni di Guardia costiera del lago di Garda, Vigili del fuoco, Squadra nautica della Polizia di Stato, Carabinieri a sospendere le operazioni cui partecipavano anche volontari della Croce Rossa, Polizie locali e un elicottero del Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza. Anche il velivolo si è fermato perché le increspature delle onde toglievano ogni possibilità di visibilità dall'alto. L'attività è ripresa verso le 14, dopo che il vento si è calmato, e poco dopo proprio l'equipaggio dell'elicottero ha individuato il corpo dello sfortunato pescatore che galleggiava a circa 100 metri dalla riva, all'altezza dell'hotel Astra, anche lui come l'amico nello spazio acqueo di Sirmione che guarda la sponda veronese del lago di Garda. Uno dei mezzi nautici presenti sul posto ha così potuto recuperare anche il corpo del secondo pescatore che è stato portato sulla vicina spiaggia per il riconoscimento e a disposizione dell'autorità giudiziaria. Questo recupero conferma, dunque, il tragico bilancio di questi due giorni in cui sul Garda hanno perso la vita ben cinque persone: due turisti tedeschi, uno annegato a Desenzano e l'altro morto probabilmente per un attacco cardiaco mentre faceva windsurf di fronte a Limone; il giovane della Costa d'Avorio anche lui annegato al largo di Torri del Benaco per non aver rinunciato all'ennesimo bagno della giornata; e i due pescatori che hanno perso la vita a seguito del rovesciamento, probabilmente dovuto ad un repentino cambio di situazione meteo, della loro imbarcazione che giace ancora sul fondale non troppo distante da dove sono statti recuperati i corpi di Marco Perdoncin e Mario Bombana. E proprio il repentino cambio delle condizioni climatiche è stato all'origine, nella stessa giornata di ieri, di numerose richieste di soccorso al 1530, il numero blu della Guardia costiera del lago di Garda. Sei gli interventi a natanti in difficoltà che non riuscivano a riguadagnare la riva e 15 i diportisti tratti in salvo dal Nucleo mezzi navali della forza di stanza a Salò. E che al pari dei colleghi sottolinea le raccomandazioni perché le persone che affrontano il lago di Garda non dimentichino le norme di sicurezza, a cominciare da quelle che sembrano le più elementari: dallo scrupoloso controllo delle previsioni meteorologiche - il lago è soggetto a bruschi cambi di clima – alla dotazione (per i diportisti) di telefoni cellulari, apparati ricetrasmittenti e ogni strumentazione utile a segnalare eventuali condizioni di pericolo; rispetto dei limiti di velocità e delle distanze di sicurezza dalla costa; comunicare a qualcuno l'orario di partenza e del presunto rientro; attenersi alle normative regionali, provinciali e comunali nonché a quanto previsto dal «Codice della nautica da diporto».
Giuditta Bolognesi