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06.06.2012

Dieci basi pronte a ricevere gli aiuti

TERREMOTO. Provincia e Protezione civile hanno predisposto centri di raccolta con volontari responsabili in contatto con le popolazioni colpite dal sisma, tutti gli orari
Dalla montagna alla Bassa individuati i comuni dove consegnare i beni di prima necessità in modo coordinato per non sbagliare e sprecare merci

Una tendopoli a Finale Emilia dov'è alloggiato chi ha perso la casa

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C'è solidarietà e solidarietà. Ce n'è una buona e utile e una non cattiva ma forse inutile o «sprecona». Quando c'è un'emergenza e parte il tam tam di richieste di aiuti, in molti si prestano - come succede ora per gli sfollati del terremoto dell'Emilia - ma a volte in modo consufo o, peggio, inappropriato. Per evitare tutto ciò, la Provincia ieri ha fornito un elenco di punti raccolta di materiali in nove paesi del veronese, e di cosa realmente occorre donare per aiutare la gente più in difficoltà. L'ente si appella a far capo ai luoghi e alle persone indicate, tutte della Protezione civile con la quale la Provincia si è coordinata per quanto riguarda ammassamento e spedizione di beni di prima necessità. I DIECI CENTRI, in altrettanti comuni, sono sparsi dalla montagna alla Bassa, passando per la città, in modo che tutti possano accedervi, magari organizzandosi con i propri comuni o con associazioni. I Comuni nei quali la Provincia ha indicato le area di stoccaggio merci sono Caprino Veronese, nel distretto di Protezione civile VR1; Sant'Ambrogio di Valpolicella, nel distretto Protezione civile V2; Tregnago, nel nuovo Palasport; Cologna Veneta, magazzino della Protezione civile; San Martino Buon Albergo, in municipio, spazi della Protezione civile; Legnago, in uno stabile comunale in zona artigianale; San Giovanni Lupatoto, nel magazzino delle elementari Pindemonte; Mozzecane, sede della Protezione civile dietro il municipio; Castel Nuovo del Garda, nel magazzino della Protezione civile; Verona, magazzino della Protezione civile al Quadrante Europa. I MATERIALI che possono venire portati nei centri - da privati, da gruppi, associazioni, parrocchie o aziende - sono generi alimentari, a lunga scadenza e ben conservati; prodotti per l'igiene personale, come sapone, detergenti, dentifrici ecc; pannolini, per bambini e per anziani e assorbenti; vestiti e scarpe, in buone condizioni; giocattoli e articoli di cartoleria; lettini da campo, brandine, lenzuola, coperte, cuscini, sacchi a pelo, tende da campo, carrelli-tenda. GLI ERRORI in queste situazioni - e quasi sempre per eccesso di zelo - sono infatti dietro l'angolo. L'assessore provinciale alla Protezione civile Giuliano Zigliotto racconta infatti «di camion colmi di abiti che sono tornati indietro, perché non si sapeva a chi distribuirli. A volte», spiega l'assessore, «si manda troppo e in modo indebito un certo tipo di merce che magari non serve, oppure in quantità inferiore e non calibrata ai reali bisogni degli sfollati». E ancora. «Ci siamo trovati», prosegue Zigiotto, «a far tornare da dove era venuto un camion pieno di acqua minerale, respinto in Emilia perché non si sapeva dove stoccare tutte quelle bottiglie e si rischiava di lasciarle al sole e di rendere l'acqua imbevibile». BANDO AGLI SPRECHI. L'obiettivo dell'assessore e del presidente della Provincia Giovanni Miozzi è dunque anche quello di mandare aiuti mirati ed evitare sprechi. «La merce sarà tenuta nei magazzini finché non ci verrà richiesta, nella quantità necessaria e per destinazioni ben precise», spiega ancora Zigiotto, «e se per caso non dovesse essere smaltita tutta, sarà donata alla Caritas, al Banco alimentare o ad altre associazioni che si occupano di aiuti. Insomma, non andrà sprecato nulla, né qui, né in Emilia, ovviamente». I CONTATTI CON LA REGIONE. La Provincia è in contatto con la sala operativa della Regione e con i loro campi; da lì provengono le richieste di materiale, nelle quantità necessarie. I volontari veronesi della Protezione civile, con nome e cognome, faranno da punto di informazione e indicazione per chi, nei nove Comuni indicati dall'ente provinciale, vuole offrire il proprio contributo.


Daniela Andreis

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