05.06.2012
E' nato dieci anni fa il Consorzio fra imprenditori agricoli per l'utilizzo agronomico dei reflui zootecnici della Lessinia, di cui è presidente Paolo Marconi. Raccoglie 50 allevatori di Sant'Anna d'Alfaedo, Erbezzo, Bosco Chiesanuova, Fumane, Grezzana e Avio (Trento). Per la maggior parte hanno allevamento di suini (32), avicoli (10) e di bovini (8). In base alla direttiva europea sui nitrati, che ha limitato a 170 chili di azoto per ettaro la possibilità di distribuzione a cielo aperto su terreni considerati sensibili, com'è tutta la Lessinia, c'è stata una riduzione degli allevamenti in montagna e la settantina di aziende ancora attive a Sant'Anna sarebbero state costrette a chiudere, dopo essersi dimezzate nell'ultimo decennio. Nei pascoli del Parco, dove molti hanno terreni in affitto, lo spargimento è vietato. «Adesso ci aspettiamo un minimo di sensibilità per poter spargere l'humus che non ha odore e non inquina ed è biologico certificato», chiede Marconi. «Se il problema è finora limitato, grazie alla fertirrigazione degli ultimi anni, non possiamo abbandonare i prati e i pascoli senza più nessun apporto di fertilizzante dai prossimi anni». Assicura di aver sperimentato l'humus dell'impianto di Campostrin sui prati vicino a casa: «Nessuno si è lamentato per l'odore e ho un primo taglio di fieno che è uno splendore».V.Z.
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