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23.05.2012

La rabbia di Casu contro il Patto di stabilità

SAN BONIFACIO. Dopo il terremoto, il sindaco ha fatto un sopralluogo in tutti gli istituti per accertare le loro condizioni
«Nessun danno alle scuole, ma comunque non potremmo provvedere alla loro messa in sicurezza»

Gli esterni della scuola elementare Gino Sandri di San Bonifacio

Gli esterni della scuola elementare Gino Sandri di San Bonifacio
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Dopo la diffusione sulla stampa della notizia riguardante la chiusura precauzionale delle palestre comunali a seguito delle ultime scosse di terremoto, chiusura consigliata domenica scorsa dallo stesso assessore alla Protezione civile Alessandro Signorato (che a sua volta aveva compiuto un sopralluogo con il responsabile della Protezione civile, Renato Lovato), agli uffici comunali hanno cominciato ad arrivare telefonate di genitori preoccupati per l'agibilità degli edifici scolastici. Proprio lunedì mattina, nelle ore precedenti l'inizio delle lezioni, il sindaco Antonio Casu, accompagnato dal capo dell'ufficio tecnico comunale ingegnere Franco Volterra e dal responsabile dell'ufficio manutenzioni del Comune, Alessandro Todesco, ha compiuto un attento sopralluogo nelle scuole per accertare eventuali danni. Le ha visitate tutte, da quelle di via Roma e via Fiume a quelle delle frazioni di Locara e Prova. In nessun edificio, però, fortunatamente sono state riscontrate conseguenze della scossa sismica, per cui gli alunni hanno potuto entrare regolarmente in classe all'ora consueta e riprendere noprmalmente le lezioni. Questo nuovo terremoto ha tuttavia contribuito, per il sindaco, a rimettere il dito sulla piaga, mai rimarginata, del problema della messa in sicurezza antisismica degli edifici scolastici. Al termine del suo sopralluogo è esplosa la rabbia di Casu, legata alla preoccupazione, ad ogni terremoto, per la sicurezza delle scuole di cui è responsabile, ma alla quale non può provvedere a causa del Patto di stabilità. «La responsabilità va rimandata al presidente del Consiglio dei ministri», ha detto, «perché non è possibile che essa rimanga in capo ai sindaci, i quali non possono spendere nessuna risorsa, nemmeno per la sicurezza degli edifici scolastici». «Si tratta di un problema drammatico», ha concluso il sindaco, «e sono davvero arrabbiato per la situazione in cui ci troviamo costretti ad essere».


Gianni Bertagnin

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