Radici lupatotine per i «Baschera» di Palermo
SAN GIOVANNI LUPATOTO. Gianni Gastaldelli ha eseguito una ricerca per un medico siciliano, scoprendone le originiI Baschera di Palermo hanno radici lupatotine. A documentarlo al dottor Angelo Baschera, medico del laboratorio di analisi dell'ospedale di Ribera (e presidente della locale sezione Avis) è stato Gianni Gastaldelli, ricercatore del Comitato Radici lupatotino Riferisce Gastaldelli: «Il medico palermitano voleva ricostruire il suo albero genealogico ma le sue notizie arrivavano al bisnonno Attilio proveniente da Poggio Mirteto in provincia di Rieti, dove però non risultava nessun Baschera. Allora ha scritto nelle località dove dalle rubriche telefoniche risultavano le maggiori concentrazioni del cognome, Tarvisio in Friuli e Verona, senza però ottenere risultati soddisfacenti». Il medico ha quindi pensato di recarsi personalmente in questi Comuni. Continua Gastaldelli: «A San Giovanni Lupatoto il dottor Baschera si è recato in municipio e in parrocchia, dove lo hanno indirizzato a me che mi occupo abitualmente di ricerche genealogiche. Nel corso del primo colloquio gli ho fatto la domanda chiave relativa al mestiere che faceva il suo avo. Quando mi ha risposto «vetraio», ho capito che eravamo sulla pista giusta, confermata anche dal luogo di nascita della nonna che risultava nata a Tione. Così abbiamo facilmente individuato altri cinque antenati dei Baschera». La Fabbrica Vetri che funzionò a San Giovanni Lupatoto dal 1869 al 1890 negli spazi dell'ex caserma austriaca, aveva la sua sede storica a Tione in Trentino. Prosegue Gastaldelli: «Dopo la cessazione dell'attività a San Giovanni Lupatoto, parte del personale della Fabbrica Vetri si era trasferito nella zona fra Umbria e Toscana. Il bisnonno del medico aveva partecipato per conto della ditta dove lavorava come vetraio a una fiera a Palermo e, visto che lì non c'erano industrie vetrarie, aveva deciso di fermarsi aprendo una società del ramo e dando origine al ramo siciliano dei Baschera, tutti imparentati tra loro». R.G.
Tweet