Vino, qualità e «squadra» le parole vincenti sul mercato

COLOGNOLA AI COLLI. Incontro con De Castro, presidente Commissione europea agricoltura
L'esponente del Pd ricorda che gli spazi di crescita dell'export sono ampi ma serve la promozione
05/02/2012
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Paolo De Castro

Era affollata di agricoltori, in particolare produttori di vino, la sala riunioni della Cantina sociale di Colognola, appartenente a Collis Veneto Wine Group, per ascoltare le parole dell'ex ministro delle politiche agrarie dei governi D' Alema e Prodi nonché attuale presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro. «Ora la Commissione che presiedo non ha più poteri solo consultivi ma decisionali, assieme al Parlamento di Strasburgo. Quindi possiamo essere più incisivi nella risoluzione dei problemi», ha esordito De Castro, in apertura del convegno incentrato su «Ocm vino e la nostra viticoltura di qualità». Ha subito proseguito annunciando novità positive per i viticoltori. «Ad esempio», ha ricordato il parlamentare del Pd, «ci sono a disposizione cento milioni di euro l'anno per promuovere il vino italiano nel mondo». De Castro ha voluto mettere in chiaro alcune cose senza tanti giri di parole: «Il mercato si sta facendo sempre più difficile e globalizzato. Ormai troviamo sugli scaffali dei supermercati vini di buona qualità provenienti da Cile, Sudafrica, Australia. Il rapporto qualità-prezzo è vantaggioso per i consumatori. Sulla qualità dei vini della vostra zona non si discute, ma l'organizzazione commerciale e il marketing vanno più curati. L'individualismo deve essere messo da parte, occorre fare squadra. La qualità da sola non basta più». Un concetto ribadito con forza anche dal deputato veronese del Partito democratico e componente della Commissione agricoltura della Camera, Gianni Dal Moro, che ha accompagnato De Castro. L'ex ministro ha ribadito che il settore vinicolo «è il primo dell'intero comparto agricolo italiano come importanza economica, strategico per l'Italia. Per difenderlo il Parlamento europeo ha stabilito una normativa così da evitare che si falsifichino i vini famosi adottando denominazioni molto simili all'originale che possono trarre in inganno il consumatore». Un'altra questione toccata è stata quella della quantità della produzione agricola, compresa quella di vino. «Il problema delle eccedenze ora non esiste più, anzi c'è una forte richiesta di cibo, proveniente soprattutto da giganti come Cina e India. Un tempo l'offerta superava la domanda, ora è esattamente il contrario. Anche per il vino si sono aperti mercati fino a qualche anno fa impensabili. Poi, scegliendo la qualità anziché la quantità, non c'è più il rischio che il prodotto rimanga invenduto. Ma, come detto in precedenza, non bisogna abbassare la guardia e occorre prepararsi in modo più agguerrito ad affrontare nuovi mercati». M.R.