Casa di accoglienza, sui terreni si farà il parcheggio dei camion
SAN BONIFACIO. La maggioranza Pdl-Lega si ricompatta e approva la variante che cambia destinazione d'uso all'areaÈ scontro frontale fra il Comune e la parrocchia che è pronta a far ricorso al Tar insieme alla Caritas Geremia: «Iniziamo a ragionare sulla questione»
Con dodici voti a favore e cinque contrari il Consiglio comunale di san Bonifacio ha approvato la variante numero 63, che cambia la destinazione d'uso dei 6.700 metri di area parrocchiale in località Danese, lungo la strada provinciale Padovana, sulla quale dovrebbe sorgere la famosa Casa di accoglienza, destinandola invece a parcheggio per camion e tir. Il primo dato politico della votazione è che la maggioranza si è ricompattata votando all'unanimità la famosa variante. Tutti contrari i consiglieri di minoranza, tra i quali Mariano Dalla Valle, che non ha voluto partecipare al voto. Sul caldissimo tema, sostenuto soprattutto dalla componente leghista della maggioranza, il dibattito in Consiglio è stato duro, con interventi a raffica dei gruppi di minoranza contro l'amministrazione, accusata di essere «sotto ricatto» del Carroccio. L'approvazione della variante, tuttavia, non è ancora l'atto finale della contrapposizione tra fautori e oppositori della Casa di accoglienza, sia per ragioni di tempi delle procedure che per l'incertezza dell'esito del ricorso che probabilmente vedrà contrapposti davanti al Tar i due enti, Comune e Parrocchia. Infatti, come ha precisato il presidente del Consiglio, Valeria Geremia, questo pur importante passaggio non è definitivo ma interlocutorio, «un input per iniziare a ragionare sulla questione». Ha così ricordato che ora ci sono 30 giorni per la presentazione di osservazioni, cui ne seguiranno altri 30 per la risposta, passati i quali il provvedimento dovrà tornare in Consiglio comunale: «Qualora la delibera non venisse ritirata, si andrà avanti», ha sottolineato, «ma speriamo di non arrivare ad alcuno scontro tra Parrocchia e Comune; al momento tuttavia, non ci risulta che sia stato presentato al Tar alcun ricorso: il dato odierno più significativo è che la maggioranza ha votato all'unanimità su tutti i punti all'ordine del giorno». Il fuoco di fila dei consiglieri di opposizione è stato implacabile, un'unanimità con varie sfumature ma tesa a dimostrare, come ha sottolineato Fabio Merlo (Pd), confermato al posto del dimissionario Giuseppe Piasentin, che «in realtà il voto all'ordine del giorno non verte tanto sul parcheggio dei camion, non richiesto da alcuno e non necessario, ma esclusivamente sulla Casa di accoglienza», aggiungendo poi che «la vicenda chiarisce la situazione dei rapporti tra Pdl e Lega, una vicenda di scambio di voti per tenere in piedi la maggioranza, senza alcun riguardo ai valori della tolleranza e dei bisogni delle famiglie in difficoltà, cui il progetto parrocchiale è destinato». Daniele Adami ha parlato di «boicottaggio dell'opera in progetto attraverso la giustificazione tecnica del parcheggio, campata in aria», lamentando quella che ha definito la «strumentalizzazione del Consiglio comunale per motivi politici». Durissimo anche Giampaolo Provoli, che ha parlato di «negazione di un diritto, che la parrocchia aveva già acquisito e che la variante viene ora a negare», della «assurdità della necessità di un parcheggio in quel posto» e del fatto che «per la prima volta nella storia dei rapporti tra Parrocchia e Comune, sempre a fianco dalla fine '800 nel cogliere i bisogni della gente, come dimostrano l'asilo, la casa di riposo, l'ospedale, bisogni che la Parrocchia ha sempre anticipato». Anche Federico Pasetto ha premesso le sue accuse alla variante dicendo che «funge da maschera al vero quesito: sì o no alla Casa di accoglienza?». Mariano Dalla Valle tra le tante osservazioni ha rimarcato quella del «diritto della Parrocchia che viene così violato», rilevando anche che «il Pdl non avrebbe mai votato una delibera del genere, ma che lo fa sotto ricatto della Lega»: un'osservazione politica questa, espressa da tutti gli intervenuti. Nel replicare il sindaco ha detto: «Capisco che si possa approfittare e si giochi sulla situazione politica, che invece rimane limpida e lineare: io non sono sotto ricatto di nessuno». E ha spiegato: «Il ruolo del sindaco è di saper interpretare la volontà dei cittadini attraverso i consiglieri da loro eletti: sono questi la cartina di tornasole di un sindaco e la sua maggioranza ne è il riferimento: senza la maggioranza il sindaco non conta niente». E sui rapporti con questa ha sottolineato: «Non ci sono ricatti ma solo confronti corretti, dovuti e necessari tra persone che riflettono insieme». In merito al parcheggio: «E' necessario per ospitare tutti i camion e tir che sostano di notte per le strade del paese e che si dovrebbero multare». Da parte della parrocchia risulta che il vescovo, quale presidente della Caritas, ha autorizzato il parroco monsignor Giuseppe Miola a firmare il ricorso al Tar, che è già stata inoltrata all'ufficio legale.
Gianni Bertagnin
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