Liberalizzazioni aperture domenicali
Il 22 febbraio l'ultima parola al Tar

LA SITUAZIONE. In attesa che si pronuncino i giudici, i sindaci adottano strategie differenti
02/02/2012

Il 22 febbraio sarà il giorno decisivo per i centri commerciali veneti: il Tar stabilirà se a prevalere in fatto di aperture domenicale sarà la delibera della Regione, che concede 16 festività annue, o il decreto Salva Italia con le sue 52 aperture domenicali. Fino ad allora, regnerà l'anarchia. E' questa la sensazione che emerge, guardando i calendari previsti dai maggiori centri commerciali. Se il Verona Uno di San Giovanni sarà regolato da un calendario già fissato dall'amministrazione locale, che obbliga a 16 aperture domenicali, dall'altra parte c'è il Grand'Affi che, ignorando le linee regionali, in accordo con il sindaco Roberto Bonometti punta a tenere aperto tutte le domeniche. In mezzo, ci sono gli incerti. «Non abbiamo ancora preso alcuna decisione, aspettiamo un chiarimento dal Tar», spiega Valerio Avesani, sindaco di San Martino Buon Albergo. «Certo, se dovessi fare un'ordinanza domani, seguirei le linee della Regione», puntualizza Avesani, «perché credo sia fondamentale salvaguardare gli interessi dei più deboli, tutelando quindi i negozi più piccoli, che sono un punto di riferimento per una parte dei cittadini. Hanno un valore sociale, perciò cercherò di mediare al fine di trovare un compromesso tra le volontà di chi gestisce Le Corti Venete e le necessità dei negozi più piccoli». Avesani nei giorni scorsi ha sondato gli umori dei commercianti, rilevando che «anche chi lavora nel centro commerciale non vorrebbe tenere aperte tutte le domeniche. In alcuni mesi dell'anno sarebbe una perdita», spiega, «inoltre i clienti della settimana sono molto diversi da quelli delle feste: questi ultimi sono 'turisti della domenica' provenienti anche da altre province e potrebbero rappresentare un'opportunità anche per i piccoli commercianti del centro. Per questo è necessario un calendario condiviso da tutti». Alla Grande Mela si va avanti invece a tranche di concessioni: dopo un'ordinanza del sindaco di Sona Gualtiero Mazzi che concedeva tre domeniche di apertura a gennaio, ora un secondo documento dà ai negozianti la possibilità di tenere alzate le serrande per altrettante domeniche a febbraio. «L'obiettivo è arrivare al 22 febbraio e, a quel punto, decidere un calendario annuale», spiega Mazzi, «anche se trovo le linee dettate dalla Regione molto equilibrate, più del decreto del Governo. Nelle scorse settimane abbiamo fatto incontri tra i dirigenti del centro commerciale e i sindacati e ripeteremo questi tavoli anche a fine mese, dopo la decisione del Tar». L'Auchan di Bussolengo, che ha già fatto ricorso al Tar contro la delibera regionale, ha invece a disposizione tutte le prime 16 domeniche dell'anno. «Non poteva essere altrimenti, visto il contenzioso in atto», spiega il sindaco Alviano Mazzi, «solo il Tar ci saprà dire chi ha la competenza di stabilire il numero di domeniche aperte. Fosse per me, starei dalla parte della Regione».F.LOR.