Percorsi chiusi di notte Rischiano gli spericolati

06/01/2012
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Il direttore Gianni Bonetti

È più contenuto il problema degli attraversamenti a piedi delle piste da sci di discesa, rispetto al fondo, anche perché è più evidente, per la velocità degli sciatori, il pericolo che gli escursionisti corrono e per il fatto che le reti di protezione delimitano chiaramente le piste. Quest'anno poi, con le piste Slalom e Stadio chiuse per scarsità di neve, lì sono stati dirottati gli amanti degli slittini e bob, evitando pericolosi intralci nella piana accanto alla partenza della seggiovia.
Tuttavia non mancano gli spericolati «per i quali non serve la segnaletica che ogni anno predisponiamo agli ingressi», ammette Gianni Bonetti, direttore tecnico sportivo di Nuova Lessinia spa che ha la proprietà degli impianti di risalita di San Giorgio.
«Da quest'anno c'è anche la novità delle luci lampeggianti che si attivano dalle 17 alle 9 del mattino, cioè durante l'orario di chiusura degli impianti. In queste ore la legge equipara le piste a dei cantieri di lavoro, con macchine operatrici in esercizio e l'ingresso è riservato esclusivamente agli addetti», ricorda Bonetti.
Il divieto vale ovviamente anche per le piste di fondo dove alcune stagioni fa tre incauti sciatori notturni, con flebili lampade frontali, hanno rischiato di finire negli ingranaggi dei mezzi battipista.
La vigilanza in pista è affidata alle pattuglie di carabinieri e forestali sciatori e ai volontari del soccorso piste che intervengono non solo in caso di infrazioni e infortuni ma anche per allontanare, come è già successo, sciatori inesperti che si avventurano su piste specialistiche diventando pericolosi per sé e per gli altri.V.Z.