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30.12.2011

Tra i pezzi in mostra frammenti di ceramiche, falcetti e raschiatoi

Archeologi al lavoro: la Regione non ha più stanziato fondi


 Archeologi al lavoro: la Regione non ha più stanziato fondi
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La vetrina inaugurata al Museo geopaleontologico di Camposilvano contiene decine di reperti emersi dagli scavi di Dosso Folesani tra i quali la «Tavoletta enigmatica», ma ci sono anche frammenti di ceramiche cotte in letto di braci, con la tecnica antica in ossido riduzione, riprodotta dallo scultore Arsenio De Bortoli con alcune ceramiche esemplificative, arnesi in selce, dal nodulo appena scheggiato per saggiarne la qualità a falcetti, raschiatoi per legno e pelli, lisciatoi, macina in porfido con bacinelle, probabilmente originaria del Trentino o del fondovalle, fusaiole per telaio, un solo frammento di osso levigato, forse parte di uno spillone.
Il presidente di Comunità montana e Parco Claudio Melotti ha assicurato l'aiuto «a quanti dedicano tempo e fatiche in queste ricerche che dimostrano come la Lessinia, fin dall'antichità fosse legata al resto d'Europa: sosterremo sempre l'attività di ricerca e studio».
«Mi fa piacere che dopo il ritorno dell'orma di dinosauro e dello scheletro di orso delle caverne sistemati nel museo lo scorso anno, la struttura resti viva e attiva», ha commentato il sindaco di Velo Emiliano Ferrari e il collega di San Mauro di Saline Italo Bonomi ha espresso «grande soddisfazione per il ritrovamento che dà ulteriore lustro al mio paese e arricchisce la sua storia di nuovi capitoli».
Infine il direttore del Parco Diego Lonardoni ha ringraziato gli Amici del Museo di Camposilvano per la passione con cui coltivano e vivacizzano la struttura e indicato in questa collocazione «un simbolo dell'unione territoriale e amministrativa, ma anche storica e culturale tra i paesi dove i reperti sono stati trovati e dove sono con cura custoditi».V.Z.