C'è chi ieri notte ha dormito in auto e chi ha aspettato vestito sul divano
LE TESTIMONIANZE. Preoccupati molti residenti di Rivoli, Cavaion e Caprino. Temono che il Baldo si sia «risvegliato»Tanti sono scesi in strada: «Sembrava passasse un aereo sopra il tetto della casa»
Una può starci, due sono sopportabili, ma tre sono troppe. Così dopo la terza scossa, lunedì notte Annalisa Brunelli di Porcino, località vicino a Caprino, ha deciso di salire in macchina con sua figlia e di andare a dormire in un campo vicino a casa, lontano da cemento, alberi e tralicci dell'alta tensione. «Abbiamo preso le coperte, l'acqua e qualcosa da mangiare e siamo partite», racconta. «In camera non sarei riuscita a chiudere occhio, in macchina, invece, sono riuscita a dormire fino alle 6, quando mia figlia si è svegliata perché aveva freddo. Così siamo tornate a casa, dov'era rimasto mio marito che non aveva voluto seguirci».
Annalisa Brunelli racconta, però, che dopo la seconda scossa anche i suoi vicini sono usciti in strada. «Ci siamo preoccupati tutti, non tanto per l'intensità, quanto per la frequenza», spiega. «impossibile rilassarsi e dormire, si sta sempre sul "chi va là". Anche perché non dimentichiamo che in Abruzzo la terra aveva iniziato a tremare in novembre e poi ad aprile si è visto cos'è successo».
Questa notte, però, spera di poter dormire nel suo letto. «Se la situazione si mantiene tranquilla», precisa subito. «In ogni caso tengo le coperte sul divano».
Pronta per la fuga anche Letizia Tosetti, residente a Rivoli. «Dopo aver sentito le tre scosse ho preparato le coperte, la bottiglia d'acqua e tutto quello che poteva servire al mio nipotino, che era in casa con me», racconta. «Ho dormito vestita sul divano, con la giacca vicina e la porta di casa non chiusa a chiave. Non sono tranquilla. È vero che le scosse da queste parti si sentono, ma una volta ogni sette anni e mai così lunghe e con questo sciame. Lunedì sera è sembrato che sul tetto della casa passasse un aereo a bassissima quota, vibravano tutti i vetri».
La sua vicina di casa Stella Cristini le tre scosse non le ha sentite. «Ma quella di sabato mattina sì, eccome», sottolinea. «Mi sono messa a urlare, perché vibravano tutti gli oggetti nei mobili. Mio marito, invece, ha sentito anche le tre scosse di lunedì. Siamo preoccupati. Qui in zona hanno paura che il Monte Baldo si sia risvegliato».
Un altro vicino, che vive a Rivoli da 74 anni, lunedì sera ha sentito il letto muoversi. «E poi scricchiolava tutto. Mia moglie temeva che le cadesse addosso l'armadio. Il terremoto del Friuli è stato più forte, ma le scosse di sabato mattina e lunedì notte si sono sentite eccome. Sono "saltato" fuori dal letto e poi è difficile riaddormentarsi, la paura c'è sempre».
Laura Arnosti di Cavaion, invece, dormiva così profondamente che non ha sentito nulla. «Per fortuna», commenta, «perché invece sabato l'ho sentito e mi è venuta una tachicardia pazzesca, non sono più riuscita a dormire. Era una specie di tuono, fortissimo, e poi ha tremato il letto. La mattina abbiamo guardato ogni angolo della casa, per vedere se c'erano danni, ma per fortuna è tutto a posto. Il problema è che poi continui a pensarci. Non siamo abituati a questi eventi, lo siamo molto di più al grosso temporale che viene dal lago e magari fa danni, ma al terremoto proprio no».
Preoccupata Antonella Mazzola di Caprino. «Siamo scappati subito fuori di casa, l'abbiamo fatto d'istinto e poi mi è venuto un attacco di panico», racconta. «Non bisogna sottovalutare questi messaggi. Le scosse continuano, sono insistenti, come si fa a continuare a vivere serenamente senza sapere quanto potrà ancora durare? Dicono che i grandi terremoti non ti avvisano, ma siamo comunque preoccupati. La gente vuole sentire qualcuno che la conforti, che spieghi come stanno le cose».
Paura anche a Gaon, contrada di Caprino. «Ci siamo spaventati», racconta Wilma Monis, residente nella zona. «Io ho sentito il letto "scapparmi" in fondo. Mia figlia ha voluto dormire vestita per essere pronta a scappare. Il problema è che qui viviamo in vecchie case ristrutturate, fatte di sassi, calce e materiali di recupero, ma senza fondamenta. Questa è una zona sismica, ma non siamo abituati a tutte queste scosse. Sembra che il Baldo si sia "imbizzarrito" tutto d'un colpo».
Chiara Tajoli
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