Svuotato il capannone dei polli sopra la cavità

04/10/2011
Zoom Foto
L'allevatore Dino Nicolis

I veterinari Fabrizio Cestaro, responsabile del servizio per l'Ulss 20 e Maurizio Mazzi, del distretto di Grezzana, hanno dato il nulla osta al trasferimento di 20 mila polli, avvenuto ieri pomeriggio dopo il benestare dei geologi della Provincia. È l'unica consolazione per Dino Nicolis, l'allevatore che ha in questa attività la sua unica fonte di reddito: «Sono fermo e alla carità», dice allargando le braccia e mostrando il capannone a poche decine di metri dalla voragine apertasi sulla cava sottostante. Secondo i geologi della cava, per il fabbricato non ci sarebbe pericolo perché poggia proprio sul pilone principale che regge la volta della cavità. Per fortuna sopra ci abitano polli comunque destinati al macello e non cristiani, ma non sembra una gran consolazione.
Il ciclo di ingrasso era alla fine e il trasferimento è stato anticipato solo di qualche giorno, ma si può immaginare come viva un uomo in queste condizioni di lavoro con l'incubo di vedersi aprire la terra sotto i piedi: «Non c'era stato nessun segno di avvertimento se non i soliti botti delle mine sparate in cava», dice, «poi sabato scorso si è aperto quel cratere vicino all'allevamento. Sono venuti geologi e ingegneri e hanno transennato tutto». Lui ha continuato a lavorare in silenzio fino alla frana sulla strada di una settimana dopo. Perché? «Mi avevano detto che avevano già fatto loro denuncia», risponde.
Adesso è senza lavoro e lo consolano le parole dei consulenti di Micromarmo: «Il capannone ha solo un 10 per cento di rischio. Se dopo le prime piogge non dovesse succedere nulla», ha garantito il geologo Pier Andrea Vorlicek, «si può tornare a lavorarci dentro».V.Z.




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