Il primo ricorso risale al 1989, i confronti ora sono con tre Comuni
Era il 1989 quando l'amministrazione comunale lupatotina si schierò per la prima vota contro l'impianto di Ca' del Bue. Lo fece appena avuta la notizia della decisione di spostare da Basso Acquar alle Basse di San Michele (a poco più di un chilometro dalla piazza centrale del paese) l'inceneritore.
Dopo il primo ricorso la Tar perso (la vittoria andò infatti alle posizioni di Regione Veneto e Agsm), ci fu nel 1991 la vittoria al Consiglio di Stato, perché San Giovanni Lupatoto non era stato coinvolto nell'iter come comune contermine.
La Giunta regionale riapprovò allora l'impianto e il comune lupatotino decise di riprendere le azioni legali, affidandosi sempre allo studio legale di Rovigo che l'aveva condotto alla vittoria a Roma.
Il nuovo ricorso del 2001 venne rigettato dal Tar nel 2008. Il Tar diede torto al Comune non riconoscendo la validità e la fondatezza di nessuna delle molte motivazioni contenute nell'istanza presentata, ritenute «non adeguate o insufficienti».
In seguito ci sono stati, insieme ai Comuni confinanti di San Martino Buon Albergo e di Zevio, i continui confronti con il Comune di Verona e con l'Asgm, senza però che i vari tentativi svolti per far recedere i due soggetti dalla decisione di realizzare Ca' del Bue riuscissero a modificare in qualche modo quanto deciso. R.G.
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