Parte l'appello alla Soprintendenza

GLI AMBIENTALISTI. Dopo il sì della Provincia, in attesa del parere della Regione, Legambiente chiede di verificare la compatibilità paesaggistica dell’intervento

Albi si dice preoccupato «per una scelta sbagliata» e invita a investire di più sull’«economia verde»
25/08/2009

Legambiente, dopo il parere favorevole espresso all'ammodernamento della cementeria da parte della Commissione Via della Giunta provinciale, si appella alla Soprintendenza per i beni culturali. «E' l'ultima speranza formale che resta», dice Lorenzo Albi della sezione Legambiente di Verona, «la Soprintendenza deve esprimersi in merito alla compatibilità paesaggistica».
E sottolinea la «preoccupazione per una scelta sbagliata. A nulla sono servite fino ad ora le moltissime e motivate osservazioni presentate da associazioni, aziende vitivinicole locali, paesaggisti, geologi, naturalisti o comunque frequentatori ed amanti della valle dei Progni, per la revisione di un progetto industriale che vede la porta di accesso al Parco della Lessinia irrimediabilmente compromessa, nel breve futuro, da un progetto industriale di escavazione e trasformazione per la produzione di cementi».
E aggiunge anche il fatto che «a nulla sono serviti i molteplici richiami alla necessità di uno sviluppo compatibile e sostenibile espressi nella pianificazione territoriale di ogni livello, provinciale o regionale che sia». Secondo Albi, «gli stessi relatori prima sostengono la necessità della salvaguardia del patrimonio naturale, agronomico e antropico, poi approvano e autorizzano un intervento destinato a devastare definitivamente Marezzane».
E continua: «La cementeria può proseguire nel suo progetto industriale: modificare la morfologia della collina di Marezzane, deviare e far scomparire corsi d'acqua e sorgenti, innalzare torri e silos oltre 100 metri (oltre tre volte da quanto prescritto nelle norme tecniche attuative del Prg di Fumane), continuare a bruciare rifiuti (polverino di pet coke, bitume di petrolio e olio combustibile), utilizzare tipologie di rifiuti pericolosi (scaglie di laminazione, ceneri pesanti e gessi chimici).
«Il tutto semplicemente mitigato da dovute richieste di compensazioni (demolizione e ricostruzione dello storico fabbricato di Marezzane), da ricomposizioni ambientali a fini agro-turistici (anche se il ripristino è vincolo in qualsiasi autorizzazione all'escavazione) dalla richiesta di approfondimenti idrogeologici, dalla "promessa" di opere compensative in merito a viabilità, traffico e monitoraggi (oltre 400 passaggi giornalieri in transito sulla viabilità ordinaria meritano solo una promessa), e dal beneficio economico che dovrebbe sanare e condonare ogni situazione».
Conclude Albi: «Siamo dentro una crisi economica profonda e occorre attrezzarsi per affrontarla con un chiaro messaggio di cambiamento e di innovazione, intervenendo sulla qualità e sull'innovazione ambientale, e non proseguendo con progetti industriali a beneficio di pochi e irrimediabilmente dannosi per i più».G.G.