Zuliani: «Aquardens è un'idea di mio padre»

PESCANTINA. Il racconto del proprietario dei 60mila metri quadrati, in località S. Lucia, su cui nasceranno le Terme
Il vicepresidente: «Ricerche già da prima del 2004 sui terreni di famiglia. Poi l'incontro con Ghinato»
22/04/2009
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Ecco come apparirà il parco termale di Aquardens al termine dei lavori in programma già da giugno

Aquardens nasce da lontano. Risale a poco prima del 2004 la richiesta di autorizzazione per condurre ricerche sull'esistenza di acque termali. L'idea era del padre di Roberto Zuliani, riferita all'area che allora la famiglia sfruttava a pescheto, a Santa Lucia, in località Fossa Fumara. «L'ipotesi che ci fosse acqua calda ci è venuta dai racconti locali, si parlava di vapori che fuoriuscivano dalla terra, d'inverno, a Fossa Fumara. E le prime trivellazioni ci hanno dato ragione, fuoriusciva acqua naturale alla temperatura di 47 gradi», afferma lo stesso Zuliani, vicepresidente di Aquardens. «Nello stesso periodo», riprende Zuliani, «abbiamo cominciato a cercare un modello di stabilimento termale da proporre. Da lì sono partiti i tour europei in Germania, Svizzera, Austria, Slovenia, Ungheria, Croazia».
Poi l'incontro, nel 2006, con Enrico Ghinato, appena uscito dall'esperienza di presidente di Gardaland e l'avvio di un rapporto di conoscenza e di collaborazione che ha portato alla costruzione di Aquardens. Ovvero quello che diventerà un complesso che si estende su 60mila metri quadrati, con il più grande parco termale d'Italia (piscine, centro benessere, direzione sanitaria, area negozi e ristoranti) dotato anche di area ricettiva (albergo, sala convegni, beauty farm e clinica estetica).
«Il capitolo che si apre sulla realizzazione del parco termale nella fazione di Santa Lucia, promosso da Aquardens spa, merita una premessa», riprende Zuliani, «si lega alla storia della mia famiglia, comincia con Lucillo Zuliani, classe 1924, tornato dalla prigionia alla fine della seconda guerra mondiale. Aprì sulla statale del Brennero, con la moglie Merice Peretti, mia madre, l'osteria “La pergola”. Inoltre mio padre con un camion Dodge faceva autotrasporti per le ditte del vicinato».
L'osteria, che veniva condotta da Merice, già negli anni '60 si era trasformata in una frequentatissima trattoria-ristorante. «I turisti che arrivavano da Pasqua a settembre, ininterrottamente, costituivano una fonte costante di attività. Alla Pergola si cominciava a far da mangiare alle 11 e si terminava a mezzanotte; se ci mettiamo anche le colazioni del mattino, il ciclo lavorativo era impressionante. Un vero autogrill ante litteram». Da qui l'idea di concretizzare il frutto di un lavoro incessante in una campagna. Ricorda il vicepresidente: «È arrivata l'occasione a Santa Lucia, a Fossa Fumara. Mio papà non se l'è fatta sfuggire: una trentina di campi con casa colonica. La campagna è stata condotta a pescheto fino al 2004, quando mio papà si è ammalato e dopo un anno è mancato».
Riprende Zuliani ricollegandosi al progetto che ormai si sta concretizzando: «Il dato che ci ha colpito di più durante i viaggi all'estero è stato il nuovo ruolo e la nuova funzione da attribuire a uno stabilimento termale. Non più solo la classica funzione curativa, coperta dal servizio sanitario nazionale, ma un'ampia gamma di servizi offerti a una clientela abituata all'idea di fare prevenzione. E di usare le terme per il benessere generale, affiancando a questa storica funzione quella legata alle moderne teorie del benessere».
Quindi la costituzione di Aquardens spa con Enrico Ghinato. «La società», commenta il presidente Ghinato, «ha individuato nelle potenzialità della località e specialmente nell'acqua rilevata in abbondanza dai tecnici una garanzia per un investimento di così lunga portata. Dal punto vista dell'impatto ambientale, posso rimarcare che l'impianto è assolutamente ecocompatibile e che per quanto riguarda il tema della viabilità, già in fase di progettazione sono state prese tutte le misure necessarie. Credo che la nostra iniziativa sarà molto qualificante per tutto il territorio».
Lino Cattabianchi

Lino Cattabianchi