«Un anno straordinario che cambia le regole»
Un inverno da ricordare. «Straordinario per quantità di neve, uno dei quattro più abbondanti dal 1930», conferma Mauro Valt, responsabile dell'Ufficio previsione valanghe di Arabba dell'Agenzia regionale protezione ambientale. Molti «casi difficili», tra Dolomiti e Prealpi (e su tutto l'arco alpino): opere di protezione dalle slavine a rischio di cedimenti, sicurezza di alcune piste da verificare, situazioni di pericolo da risolvere con l'esplosivo.
«Problemi nuovi, o solo dimenticati perché, da anni, non si presentavano. Una faticaccia ma con un aspetto positivo: l'inverno 2008-2009 fissa nuovi standard che saranno utilissimi per il futuro». Guardia più alta, insomma, nelle stagioni a venire.
«La differenza», spiega ancora Valt, «non è solo nella quantità: l'avvio delle nevicate già in dicembre si è tradotto in strati abbondanti, spesso bagnati, che non si sono adeguatamente "trasformati" e compattati. Ora, col peso delle successive precipitazioni, essi scivolano lentamente anche su pendii di inclinazione inferiore ai 30 gradi». Non sono un rischio per gli sciatori, poiché non danno origine alle normali valanghe «da passaggio», ma causano problemi come quello che interessa il versante ovest del Baldo e la funivia che lo percorre.
«È stato un inverno di lavoro», conferma Valt, soprattutto nella zona dolomitica, alla ricerca di soluzioni che mettessero d'accordo le esigenze dei comprensori sciiistici e la sicurezza. «Una stagione che farà storia, anche in positivo», ammette. L'inverno è tornato e non si farà scordare.P.M.
